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06 dicembre 2021

Vittorio Veneto

BUONA DOMENICA Quousque tandem?

Polemiche feroci e accuse dopo la Lettera del Vescovo Pizziolo sulla monocultura del Prosecco. Ma fino a quando, per i soldi, si continuerà ad abusare della salute e della vita della persone?

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

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VITTORIO VENETO - Pane al pane e vino… al vino. All’inizio del “Mese del creato”, il 4 settembre scorso, il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, ha scritto nero su bianco quello che in tanti probabilmente pensano ma che in pochi dicono. Per ragioni che si sono ben presto appalesate, appena il Vescovo Corrado ha fatto - e messo - il punto sul finale della sua Lettera pastorale.

Ma oltre al punto mons. Pizziolo ha messo messo anche il dito. Sulla piaga: “Tra le responsabilità sociali che oggi siamo chiamati a riscoprire, sicuramente non possiamo dimenticare quella delle aziende agricole. Sentiamo, infatti, forte nel nostro territorio il richiamo al rispetto dell’ambiente e della salute delle persone, spesso minacciati dall’abuso dei cosiddetti “pesticidi”. Come pure sento urgente richiamare l’attenzione sul tema della preservazione della biodiversità, in un’area in cui la monocoltura (che rischia di diventare “monocultura”, dove non c’è spazio per chi la pensi diversamente) rappresenta un limite di cui tenere conto, tanto per le possibili ricadute economiche, quanto per quelle ambientali”.

Furibonde le reazioni sui social. Subissato dagli insulti, il Vescovo non si è fatto intimorire: “Certe reazioni scomposte sono frutto dell’incattivimento della società”. Che dare addosso a qualcuno - di potere e di fama (vedi quanto subito, la settimana scorsa, da Loretta Goggi) - è diventato una pratica sportiva, e pure di eccellenza.

Fastidio fino al livore ha suscitato l’impegno dichiarato della diocesi vittoriese “a sostegno della salute delle persone, della custodia del creato, del primato dell’etica sull’economia”. Zero polemiche invece a San Pietro di Feletto quando alla fine di luglio Gué Pequeno, di professione rapper, in una vasca di prosecco piena fino all’orlo, si è fatto il bagno con l’amico Sinnaggagghiri.

Giovedì intanto “Il Gazzettino di Treviso” ha scoperto che anche la diocesi di Vittorio Veneto va di prosecco: “Vigneti circa venti ettari per la produzione del Glera destinato poi a diventare il vino con le bollicine più venduto al mondo, incastonati nella splendida cornice delle colline patrimonio dell’umanità regno del prosecco Docgs, la punta di diamante della produzione vitivinicola italiana, ma anche un’altra sessantina di ettari distribuiti lungo la sinistra Piave fino ad Annone Veneto, dedicati sempre al vigneto ma per la produzione di vari tipi di rosso. Questa è una parte del patrimonio di terreni e colture in mano all’istituto diocesano per il sostentamento del clero di Vittorio Veneto, diocesi del vescovo Corrado Pizziolo, ovvero il “fustigatore”dei produttori di prosecco. Novero di cui fa parte a pieno titolo”.

Come dire: si predica bene ma si razzola male?

L’altro ieri la replica del Vescovo, al quale il quotidiano ha dato correttamente la parola: “Sì, siamo proprietari di alcuni ettari coltivati a vigneto. E questo ci fa parlare con cognizione di causa. Ho evidenziato gli aspetti della sostenibilità, dell’uso oculato dei prodotti chimici, esprimendomi contro la monocoltura. Sono consapevole che l’agricoltura non si può fare, almeno per ora, senza l’utilizzo di sostanze di sintesi. Ciò però esige un impiego ragionevole e responsabile. Fondamentale è anche il rispetto delle regole di buon vicinato, nel rispetto delle abitazioni che si trovano nei pressi delle coltivazioni, delle scuole o residenze per anziani, asili e altri luoghi sensibili. Ciò che indico non è l’impossibile, ma ciò che ritengo realmente possibile e praticabile”.

Per poi concludere: “Le logiche del profitto a tutti i costi sono alla base di un consumismo esagerato, caratterizzato da forme di sfruttamento, caporalato, ai danni delle persone più fragili ed indifese”. E sta tutto qui, alla fine (?) - si spera -  di questa vicenda, il nocciolo della questione: quousque tandem?

Fino a quando si continuerà, per i soldi, ad abusare della salute e della vita delle persone?

Fino a quando si continuerà a zittire chi ha il coraggio di affermare la verità?

Fino a quando si continuerà a credere che tutto va bene, madama la marchesa?

Fino a quando si continuerà a non indignarsi per il quieto vivere perché così fan tutti?

Buona domenica

 


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Roberto Grigoletto

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