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24 maggio 2022

Treviso

BUONA DOMENICA Quel ceffone al politico che "rischia di piacere"

Martedì scorso al presidente francese Macron è stato rifilato uno schiaffo. Torte in faccia, scarpate in testa, gavettoni di vernice e riproduzioni del duomo di Milano sui denti: un fenomeno mondiale

| Roberto Grigoletto |

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BUONA DOMENICA Quel ceffone al politico che

TREVISO - Un ceffone, “senza dir nè ari nè stari” per dirla in dialetto bellunese stretto. Lo ha rifilato martedì scorso al presidente francese Emmanuel Macron un ventottenne parigino pre-rivoluzionario. Capetingio addirittura, nel senso di fan... atico- di Ugo Capeto, re di Francia. Un monarchico tutto di un pezzo insomma.

Il Capo dell’Eliseo si trovava fuori casa, in quel di Drome (Valence), per la prima visita in corpo e anima dopo il lockdown. La “ripartenza" non è stata però delle migliori. Il giovane monarchico attendeva paziente tra la piccola folla assiepata dietro le transenne l'uscita del Presidente della Repubblica dall’istituto alberghiero dove aveva appena pronunciato - fatalità - un discorso sulla non-violenza. Quando gli è capitato tiro, invece di stringergli la mano gli ha stampato tutte e cinque le dita sulla faccia. E se anche il servizio d’ordine non gli ha permesso di portare a compimento l’opera intera, il nostalgico dei Capetingi la sua soddisfazione se l’è presa (guadagnandoci anche - a rigor di legge - tre annetti di gabbio).

Macron, in tutto ciò, ha provato a far buon viso a cattivo gioco. Si narra anzi con una progressiva disinvoltura, visto che ad avventure del genere si starebbe abituando. Da ministro dell’Economia, cinque anni fa, venne sottoposto a un fuoco di fila di uova più o meno fresche per mano di un gruppo di sindacalisti. Due anni dopo le aggressioni (ma in questa occasione solo verbali) dei “gilet gialli”. In Francia sono piuttosto spicci e non ci mettono la scala anche se alla volte riescono a prenderla in dolce: testimonial l'ex presidente Nicolas Sarkozy, che di torte in faccia ne sa qualcosa. Più pesante la situazione al di qua delle Alpi. Non era di gommapiuma la riproduzione pur in miniatura del duomo di Milano arrivato dritto come un fuso sui denti dall’ex premier Silvio Berlusconi sempre nel 2016.

Leggere non devono essere state nemmeno le scarpate rimediate da Bush jr da parte di un giornalista iracheno che protestava contro l’invasione americana del suo Paese nel 2008. Questa delle scarpe poi deve essere diventata nel tempo proprio una moda, una passione politica autentica: in faccia e in testa sono state lanciate anche al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, a quello turco Erdogan e a quello del Sudan, Omar al-Bashir; poi al capo del Governo cinese Wen Jiabao, al presidente della Corte suprema israeliana, Dorit Beinisch, al direttore dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn; infine a Rahul Gandhi a Dehradun, in India.

Di stile più goliardico la gavettonata di vernice fatto colare tra il capo e il collo dell’allora ministro degli Esteri Fischer per la decisione della Germania nel 1999 di intervenire nella guerra del Kosovo. O il triplo salto carpiato dell’attivista Josephine Witt sul tavolo di Mario Draghi: all’allora presidente della Banca centrale europea andò bene, perché fu “scoriandolato” come nel più banale dei martedì grassi. Ultima ma non ultima la energica stretta di mano della donna cinese al Papa in Piazza San Pietro. Francesco seppe arrangiarsi a rimettere al suo posto l'anziana ma nerboruta fedele giunta dal Celeste Impero. Poco dopo scoppiò la pandemia, ma fu pura casualità.

La questione è piuttosto un'altra: "lo schiaffo è un'evoluzione o un'involuzione del vecchio attentato che, in solo momento fatale, cambiava la Storia?". Alla domanda di un lettore de "La Repubblica" ha risposto Francesco Merlo giovedì scorso: "E' una variante. Sicuramente lo schiaffo è più umiliante del fucile di precisione o della bomba e dunque più insidioso, sebbene sia molto meno pericoloso. L'attentato col fucile, se riuscito, costruisce il mito e consegna alla storia un martire. Se è mancato, consacra il leader a uomo del destino: il suo popolo e l'intero mondo si stringono attorno a lui, lo riscoprono eroe invincibile. Al contrario , lo schiaffo rischia di piacere".

BUONA DOMENICA

 


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Roberto Grigoletto

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