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17 gennaio 2022

Treviso

BUONA DOMENICA Quando la forma è sostanza

Affossato dagli applausi del Senato il decreto Zan. Ma a suicidarsi sono state la politica e le istituzioni

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Aula del Senato al voto sul Ddl Zan

TREVISO - Va bene tutto, o quasi. Applaudire però proprio no, non si può vedere.

Esultare all’esito di un voto (sul Ddl Zan) odora tanto di “me ne frego”: di diritti e di pregiudizi, di sofferenze e di violenza. Di persone in carne e ossa. Che dalle aggressioni verbali e fisiche hanno il diritto di essere protetti e difesi. Il conto da pagare - e sarà salato - arriverà prima o poi al Senato. E sarà giusto, e sarà un bene. Anche se, a questo punto, non cambierà nulla nell’oggetto del contendere: il Ddl Zan è stato affossato, irrimediabilmente, definitivamente.

Sui pro e sui contro del testo che aspirava a diventare legge, così come sulle mediazioni evitate e sugli aggiustamenti non apportati, tralasciamo di occuparci per il momento. Sulla forma invece, sullo stile due parole vanno dette preliminarmente. Quelle scene in Parlamento hanno raccontato non molto di nuovo ma un troppo di brutto.

Gasarsi per la “calderolata”(da Roberto Calderoli, perito dei regolamenti parlamentari, inventore della tagliola) e per i suoi (in)fausti effetti, magari ci sta anche in un agone politico che da tempo ha smarrito ogni remora: il leale confronto e lo scontro anche ma con rispetto delle parti e delle reciproche rivendicazioni sono ormai obsoleti, desueti.

Sono stati quegli applausi e quella esultanza, fuori luogo e sopra le righe, che prima ancora e soprattutto hanno impresso un vulnus che il tempo non basterà da solo a rimarginare. Uno spettacolo, lo hanno definito. Drammatico però. È accettabile, da parte di un Parlamento all’altezza del suo ruolo (e che il Paese a questo punto non si merita) mettersi addirittura a danzare su vissuti di sofferenza, di sopruso, di violenza psicologica e fisica?

Visioni diverse e opinioni opposte non sono in discussione e legittima è la battaglia politica. Sbagliatissimi invece i mezzi ai quali una volta ancora si è fatto ricorso. Si fosse conservato un barlume di pudore - ma prima di tutto una dose minima di coraggio - non avrebbero dovuto, quei rappresentanti del popolo, andare a dissimularsi nell’anonimato di un’urna per onorare gli intrallazzi e gli inciuci.

Nella storia che si ripete, anche la morale è sempre la stessa, così come la domanda: quousque tandem, fino a quando? Quanto ancora il Paese legale vorrà allontanarsi da quello reale? Quanta credibilità ancora si vuole far perdere alle istituzioni e alla politica? Si è al limite ormai. Anzi, forse si è andati già oltre.

Buona domenica

 


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Roberto Grigoletto

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