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09 agosto 2022

Treviso

BUONA DOMENICA Non si è mai troppo vecchi

In America già si pensa al successore di Biden che a novembre compirà 80 anni. Una soglia sotto la quale in Italia non si scende per la scelta del Capo dello Stato

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Joe Biden troppo anziano per ricandidarsi alla Casa Bianca

TREVISO - Titolava “Il Corriere della sera” di giovedì 16 giugno: “Il presidente, l’età e i dolori dei Dem: troppo vecchio non si ricandidi”. Il vecchio in questione è nientepopodimeno che l’inquilino della Casa Bianca.

Joe Biden troppo anziano per ricandidarsi alla Casa Bianca nel 2024? Un uomo che all’inaugurazione del suo secondo mandato avrebbe 82 anni (oggi ne ha 79, ne compirà 80 il 20 novembre) e alla fine sarebbe più vicino ai 90 possa svolgere con efficacia un lavoro massacrante come quello di presidente degli Stati Uniti, che richiede impegno e concentrazione a qualunque ora del giorno e della notte. Ma è davvero quello dell’età il macigno che può impedire la ricandidatura del vecchio Joe? In realtà un problema geriatrico ce l’ha tutto il partito democratico, dalla speaker della Camera Nancy Pelosi (82 anni), alla senatrice Dianne Feinstein che a 89 anni (e con un sospetto di demenza senile) ha già presentato i documenti per ricandidarsi nel 2024 quando scadrà il suo mandato, ad Anthony Fauci, condottiero della lotta al coronavirus (81 anni), mentre il leader dei senatori progressisti, Chuck Schumer, coi suoi 71 anni, passa per il «ragazzino» della compagnia. Ma il problema geriatrico è comune a tutta la politica americana con il Senato (dove l’età media è di 64,3 anni) che è il più vecchio di tutta la storia degli Stati Uniti”.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Da noi, in Italia, non è che le cose vadano diversamente. Tralasciando - perché è davvero un caso a parte e che ha del provvidenziale - la rielezione al Quirinale di Mattarella (coetaneo di Biden), nel Belpaese Presidenti sotto gli ottanta non si fabbricano proprio. E infatti “Silvio c’è”, all’anagrafe aveva tutte le carte in regola, all'inizio di quest'anno, per salire sul Colle più alto.

Più giovani è sempre stato un rischio, non smentito molto spesso dai fatti: unico Capo dello Stato eletto a cinquant’anni, Francesco Cossiga… e si è visto come è andata a finire. Unico Capo del Governo quarantenne, Matteo RenziIdem. Ma il problema è un altro: alla nostra latitudine la politica è un luogo dove si entra e si invecchia senza manco accorgersene. Intere esistenze trascorse tra le mura di quei palazzi, antichi - a questo punto - tanto quanto coloro che li abitano.

Una lunga frequentazione consolida certamente e affina la professionalità. Il rovescio della medaglia è che, una volta iniziato, si tenderebbe a evitare di smettere. Ed è stato così sempre, sicuramente nella Prima, nella Seconda e in quella oggi denominata Terza Repubblica: il circolo è vizioso. Vecchi, bravi nel mestiere e sempre loro.

Ricambio? Ci vorrebbero provare, il prossimo giro, con il taglio dei seggi in Parlamento. A occuparli non arriveranno però né i nuovi né i giovani ma quelli che sanno muoversi (e con chi conta) nel sistema. Alternative poche; una forse: introdurre per legge il limite di due mandati elettivi, da estendersi a tutti i livelli. Il ricambio sarebbe obbligato. Era la promessa dei Cinquestelle. Anche qui si è visto come è andata a finire.

Buona domenica

 


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Roberto Grigoletto

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