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03 febbraio 2023

Treviso

BUONA DOMENICA L'uomo giusto al posto giusto e al momento giusto

Dopo una settimana "teatrale" e otto scrutini, il Parlamento ha riletto Presidente Sergio Mattarella: scelta migliore oggi e per i prossimi anni non c'era.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Sergio Mattarella riletto Presidente della Repubblica

TREVISO - Quello che stona e lascia con l’amaro in bocca è che il Presidente Mattarella sia stato rieletto non per i suoi (infiniti) meriti ma per l’insipienza e l’incapacità politica dei leader che nella partita del Quirinale avrebbero dovuto giocare da titolari. E che invece di lanciare il pallone in porta lo hanno buttato ripetutamente fuori campo nei sei giorni e otto scrutini che sono stati necessari per eleggere il tredicesimo Capo dello Stato e che sarà invece (e va bene così) il 12-bis.

Dicono che chi entra papa in conclave esce cardinale. Fossero andati avanti ancora qualche giorno, con la media giornaliera dei candidati bocciati alla velocità della luce, finivano anche i cardinali.

Se ne sono viste di ogni colore e fin troppi nomi - in molti casi vere e autorevoli risorse dello Stato - sono finiti nel tritacarne della politica. Peggio ancora nel teatrino di un Parlamento che per una settimana ha ospitato quelli che si sentono chiamare “grandi elettori” ma che sono apparsi, con ogni evidenza, allo stato brado. Senza un “cane pastore”, figurarsi un Capitano: manco l’ombra.

I 1009 sembravano radunati in seduta permanente in una assemblea d’istituto autogestita; cosa bisognasse fare per i più era un mistero. Al punto che non pochi qualche iniziativa, non proprio di elevato tenore istituzionale, l’hanno presa. Votando per Amadeus (San Remo incombe), Dino Zoff, Mauro Corona, Alfonso Signorini, Bruno Vespa. Vuoi per ammazzare il tempo. Vuoi, e molto più verosimilmente, per esorcizzare il fantasma della fine anticipata della legislatura, sette mesi in meno di lauto stipendio e ciaone alla pensione.

Avrebbe dovuto essere la prova di maturità per molte dei leader politici protagonisti di questa stagione e che invece sono stati sonoramente bocciati, in diretta: gli occhi delle telecamere e le maratone televisive hanno trasmesso anche il “linguaggio del corpo” che, prima ancora dei proclami, delle rivendicazioni, delle assicurazioni ha rivelato tanta pochezza e altrettanta inettitudine. Da questo punto di vista c’è chi ce l’ha messa propria tutta ed è riuscito nel capolavoro dell’elefante in una cristalleria. Magari qualcuno si farà coraggio e, "apertis verbis", gli dirà che forse il king maker non è proprio il suo lavoro. E nemmeno quello del talent scout.

Eppure, anche se scritto su righe storte, l’epilogo è stato il migliore che il Paese, preso tra una pandemia che continua a mordere e una ripresa che si intuisce difficile, dover rinunciare, magari contemporaneamente, al presidente Mattarella e al Governo guidato da Mario Draghi sarebbe stato più di una rischio, una iattura.

Buona domenica

 


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Roberto Grigoletto

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