18 ottobre 2021

Treviso

BUONA DOMENICA "Dio stramaledica gli Inglesi"

A wembley l'Inghilterra non ha perso soltanto gli Europei ma anche il proverbiale "humor". Disconosciuti i valori e traditi gli insegnamenti dello sport. Tra questi: rispetto dell'avversario e saper perdere.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Boris Johnson premier inglese europei di calcio 2021

TREVISO - C’era una volta… lo humor inglese. Quello che “smorza i toni, alleggerisce momenti imbarazzanti e fa leva sulla risata in situazioni tristi. Un modo per sdrammatizzare. Ridere di se stessi e delle proprie debolezze è un punto di forza, così come fare ironia sulla sfortuna e gli insuccessi della vita”. (cit. “International English centre”).

C’era perché da domenica scorsa non c’è più. Morto e sepolto a Wembley. Dentro e fuori lo stadio. Prima durante e dopo la partita. Dilapidata in una serata (ma le “doglie” si erano avute già di primo mattino) una tradizione secolare, di sarcasmo freddure e distacco. Passi l’inospitalitá verso i tifosi avversari ma passare alle mani, prima e dopo la finalissima, è stata una esperienza  da non credere.

Fischiare l’inno di Mameli era persino scontato attenderselo dagli inglesi che, si sa, tra le tante qualità difettano di fantasia e creatività. Aspettarsi originalità in un “grave momento” sarebbe stato pretendere un po’ troppo. Il paio, poi, i sudditi di sua maestà lo hanno fatto con la colonna sonora con cui hanno accompagnato, passo passo, oltre il novantesimo ai supplementari e ai rigori, il gioco azzurro.

Una premonizione, in verità, qualcuno l’aveva avuta al 2’: “Ride bene chi ride ultimo”. E se nel primo tempo nel Belpaese abbiamo sofferto fino in fondo, nell’ultima spiaggia dei rigori la profezia s’è avverata. La tifoseria britannica prima incredula - (con principe e principino modello sfinge e un Boris Johnson come in un film muto), con un diavolo per capello ha poi intrapreso una mesta ma lesta processione di fuoriuscita da quel tempio in cui erano strasicuri di venire (per la prima volta) incoronati domenica sera.

Neanche il tempo di uno sguardo di sfuggita non tanto alla premiazione dei vincitori (non sia mai!) ma neppure alla catena di montaggio - tanto rapido è stato il rito - delle medaglie messe al collo ai propri vinti. Trofei dei quali peraltro i giocatori del Regno Unito si sbarazzavano alla velocità della luce dopo averla indossata, con un gesto di sportività che ha cancellato in un battibaleno valori e insegnamenti che ogni sport ha il merito di propugnare.

E siccome al peggio non c’è mai fine ma il veleno sta sempre nella coda, il “top” - come dicono loro - è stato raggiunto con l’aggressione verbale riservata ai giocatori della squadra rei di averla fatta perdere fallendo i rigori: Jadon Sancho, Bukayo Saka e Marcus Rashford. Tre di colore. Naturalmente gli insulti razzisti sono piovuti dal cielo, come per caso.

Ha osservato qualcuno che per la Brexit ora tutto è davvero compiuto. Di certo l'Inghilterra avrà poco da ridere e anche nel gioco qualcosa ancora da imparare. Agli italiani, calciatori e tifosi, un merito (ulteriore) va riconosciuto: aver saputo far buon viso a cattivo gioco, tenendo la lingua tra i denti per non pronunciare lo slogan in auge al tempo che fu della Repubblica sociale: “Dio stramaledica gli Inglesi” (cit.Mario Appelius).

BUONA DOMENICA

 


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Roberto Grigoletto

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