11 aprile 2021

Treviso

BUONA DOMENICA Di un buon tacer non fu mai scritto

Sotto i riflettori e davanti alle telecamere, ogni giorno scienziati anche di chiara fama danno "il meglio di sé". Esibizioni che disorientano e confondono i cittadini. I quali non sanno più a cosa credere.

| Roberto Grigoletto |

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BUONA DOMENICA Di un buon tacer non fu mai scritto

TREVISO - Inglese, sudafricana, brasiliana: di varianti ne abbiamo? “Anca massa” - come si dice qui in Veneto. Mai quanti i virologi, gli epidemiologhi, gli infettivologi, gli pneumologi e tutti gli altri “ologi” che più delle corsie di ospedale abitano ormai stabilmente le eemittenti televisive, radiofoniche, le tribune social, le colonne della carta stampata come quelle degli on line. Emersi e a frotte, all’improvviso. Se non ora, quando? Come la cometa di Halley che la vedi ogni settantasei anni, così le epidemie, sviluppandosi ogni cento, danno adito a degli intervalli durante i quali chi se li fila i virologi?

Ora che la tregua è finita, mica possono indugiare, trattenendosi nei catacombali laboratori di ricerca a indagare e a scoprire. In verità non così fan tutti: i più - va detto - conducono la vita professionale di sempre. Altri invece sono quelli che li senti un giorno sì e l’altro pure dire la loro, rigorosamente in disaccordo l’uno con l’altro. Talvolta anche con se stessi (ascoltare per credere il podcast di Enrico Mentana, “L’avevo detto”). A seguirli c’è da uscirne quantomeno confusi, disorientati. Assistere alle baruffe chiozzotte tra Crisanti e Palù; udire tre volte al dì (ma su reti diverse) il “memento mori” di Galli; apprendere di un ineluttabile lockdown a tempo indeterminato da Gualtiero Ricciardi, consulente di un ministro non informato (pare) del fatto; sorbirsi il “machismo” di Bassetti versus Capua, sprezzatamente definita “veterinaria”.

La verità è che (come in tal caso si usa a Roma): “quando è guera è guera”. Non è per nulla inconscio il bisogno di scoprire l’uovo di Colombo, dimostrando chi ce l’ha più lungo: il titolo e il curriculum. E chi se ne frega se manco uno dei virologo-comunicatori occupi un posto, manco di striscio, nel comitato tecnico scientifico. Contano i pareri da star, da spedire e far viaggiare tra etere e rete. Poco male se il confitto di opinioni fosse utile alla ricerca per tentativi ed errori. Il guaio è che i contrasti esibiti alla luce del sole producono smarrimento e confusione nei poveri mortali seduti davanti a televisori e pc. Per non dire degli scenari apocalittici dipinti a ogni piè sospinto e soprattutto impiegati come armi contundenti: evitarlo forse renderebbe la croce da portare un pochino meno pesante per tutti.

Qualcosa invero, da una settimana a questa parte, pare stia cambiando. Un nuovo Governo con il silenziatore. Un Cts in cura dimagrante. Hai visto mai che ai telescienziati somministrino il vaccino anti eiaculaopinione precoce, e la cosa è fatta. Teorie, smentite, interpretazioni, critiche: discriminare è un problema. Si provi perlomeno a non procurare allarme oltre il dovuto, che già ogni giorno ha la sua pena. Su “La Stampa” hanno scritto ieri tre scienziati, Antonella Viola Alessandro Cespignani Enrico Bucci: “Bisogna essere molto circostanziati quando si comunica che nelle prossime settimane avremo migliaia di morti. Certamente questo è uno scenario possibile ma bisogna cercare di tradurre in termini semplici quando dobbiamo sbagliare a tutti i livelli, dal Governo ai singoli cittadini, perché si verifichi lo scenario peggiore annunciato, e quali sono gli altri scenari e quali strategie possono essere disegnate per evitare lo scenario peggiore”. Questo è un parlare da ascoltare. Non è evitante. È motivante. Quanto serve e quanto basta per persuadere ciascuno a fare la propria parte di sacrificio.

BUONA DOMENICA

 


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Roberto Grigoletto

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