13 giugno 2021

Treviso

BUCO DI BILANCIO? ADDIZIONALE IRPEF PROGRESSIVA

Calesso di Un'Altra Treviso: Cà Sugana preda esempio dagli altri capoluoghi di provincia

| Isabella Loschi |

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 BUCO DI BILANCIO? ADDIZIONALE IRPEF PROGRESSIVA

TREVISO - Per risanare il buco di bilancio, Luigi Calesso di Un'Altra Treviso propone un'addizionale Irpef comunale "progressiva". Per recuperare 1,5 milioni di euro nelle casse comunali, da Cà Sugana arriva la proposta che, con ogni probabilità i soldi verranno "trovati" aumentando l'aliquota dell'IMU su seconde case ed immobili ad uso commerciale. Il comune di Treviso, però, comincerebbe a parlare anche di una applicazione progressiva dell'addizionale Irpef, differenziandone le aliquote per scaglioni di reddito. Con ogni probabilità la differenziazione non è utilizzabile per l'anno in corso, ma potrebbe essere inserita nel bilancio del 2013.

Luigi Calesso, di Un’Altra Treviso, si interroga sul perché l’amministrazione comunale non prenda ad esempio le tante città italiane che applicano le soglie di esenzione per i redditi più bassi e la progressività delle aliquote: «anche a Treviso potrebbero essere introdotte queste regole visto che l’aliquota unica attualmente applicata è inferiore al massimo dello 0,8%».

«A Treviso - spiega Calesso - l’addizionale Irpef viene applicata attualmente dall’amministrazione in percentuale fissa (0,6%) su tutti i redditi, indipendentemente dalla loro entità e senza alcuna esenzione per le fasce più basse. Ciò significa, soprattutto in tempi di crisi economica, che l’addizionale pesa anche su chi ha poche entrate e incide nella stessa percentuale sia sui redditi più bassi che su quelli più elevati».

La recente indagine sull’applicazione dell’addizionale Irpef a livello nazionale effettuata dalla associazione di artigiani CGIA di Mestre evidenzia, invece, che sono numerosi i comuni capoluoghi di provincia che applicano aliquote progressive di addizionale sui diversi scaglioni di reddito. Il comune di Venezia nel 2012 ha alzato a 20.100 euro la soglia al di sotto della quale l’addizionale comunale non viene pagata e l’applicazione dell’imposta è stata diversificata sulla base dei diversi scaglioni di reddito. Anche il comune di Milano, è passato dall’aliquota unica dello 0,5% all’applicazione per scaglioni con aliquote dal minimo dello 0,10% al massimo dello 0,70%. Esenzioni dall’addizionale Irpef per le fasce di reddito più basse erano già previste ad Aosta, Torino, Trieste, Genova, Bologna, Potenza e sono state confermate per il 2012. «L’ampio panorama dimostra inequivocabilmente che è possibile, anche per l’addizionale comunale, rispettare il dettato costituzionale della progressività dell’imposizione fiscale – dice il portavoce di Un’Altra Treviso. Le soglie di esenzione e l’applicazione progressiva, oltre a tutelare i redditi più bassi, sono particolarmente importanti in un periodo di crisi economica che ha visto assottigliarsi le entrate delle famiglie: il risparmio, infatti può essere nell’ordine di diverse decine, se non centinaia, di euro all’anno».

Con una adeguata modulazione della soglia di inapplicabilità e delle nuove aliquote il capoluogo trevigiano potrebbe mantenere le attuali entrate dall’addizionale Irpef o addirittura aumentarle: «il peso dell'imposta –conclude Calesso - ricadrebbe maggiormente su chi ha redditi più elevati e scomparirebbe per chi ha entrate minime».

 


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