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01 luglio 2022

Castelfranco

Brionvega, un modello industriale ispirato ad Olivetti

Asolo dedica una mostra ad un'azienda che ha fatto simbolo dello sviluppo economico e sociale del territorio

| Maria Elena Tonin |

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Brionvega, un modello industriale ispirato ad Olivetti

ASOLO - La città di Asolo dedica una mostra ad un'azienda che ha fatto simbolo dello sviluppo economico e sociale del territorio: la Brionvega di Asolo, uno dei marchi più importanti della storia del designer italiano. Fondata nel 1945 da uno dei primi protagonisti imprenditoriali del Veneto, il trevigiano Giuseppe Brion, di san Vito di Altivole, in società con il milanese Leone Pajetta, l'azienda è considerata un'icona nel mondo degli apparecchi radio e televisivi. Brion Pajetta Milano, la prima denominazione, che diventa poi Vega BP Radio e ancora Radio Vega Television, con prodotti dedicati alla fascia medio alta del mercato dell'epoca: dalle fabbriche Brionvega escono i modelli radio Ts 502 (il famoso Cubo), le tivù portatili Algol e Doney, il radiofonografo di Castiglioni (la fonovaligia). Apparecchi diventano autentici oggetti di innovazione ed entrano nelle case degli italiani.

Riproduzione degli anni '80 del modello radio TS502 Brionvega

Dal 3 aprile, nella sala della della ragione apre la mostra "Brionvega Asolo, la fabbrica della bellezza", ideata e curata dal giornalista Daniele Ferrazza, ex sindaco di Asolo, racconta l'esperienza industriale ed umana di un'azienda inconica degli anni'60, che ha fatto da volano per lo sviluppo di tutta l'area dell'Asolano, in un arco temporale che va dal 1963 al 1985. Una sorta di Olivetti trevigiana, la cui narrazione parte dalla collezione privata di radio e televisori di Franco Gigliello, di Asolo, 85 anni, a lungo capo fabrica dello stabilimento asolano, ma che si arricchisce via via, grazie alle testimonianze video di ex dipendenti, documenti, foto (tra cui quelle di Gianni Berengo Gardin del 1971) e cataloghi d'epoca, oltre che al progetto in originale della fabbrica, realizzato Marco Zanusso.

Franco Gigliello, storico capofabrica di Brionvega dal 1967

Sindaco dell'epoca era Giovanni Fantinel: con lui le trattative della famiglia Brion per portare lo stabilimento ad Asolo e lo stesso comune di Asolo, all'epoca aiutò l'accordo, decidendo di erogare un contributo per permettere all'imprenditore, originario di San Vito di Altivole, di comprare alcuni terreni comunali "per insediarvi una fabbrica da 50, 100 o 200 lavorari". Il progetto originario fu realizzato da Marco Zanusi, iconico architetto e designer, mentre il parco ha la firma del paesaggista toscano Pietro Porcinai. L'avvio del cantiere, che prevede la demolizione di Cà Vescovo (da cui ancora oggi il nome della località) non è scevro di polemiche, ma l'opera, nel maggio del 1967 viene completata ed inaugurata. Tra le curiosità: la Rai vi girò uno dei suoi sceneggiati dell'epoca.

La mostra, promossa dalla Pro Loco di Asolo con il patrocinio della Regione del Veneto e la Camera di Commercio di Treviso e Belluno, resterà aperta dal 3 aprile al 1 maggio, tutti i sabato e festivi dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito. Partner tecnici dell'evento sono CNA di Asolo confederazione dell'artigianato e 32 via dei Birrai. Hanno collaborato all'iniziativa M9 Museo del Novecento e Fondazione Fiera di Milano. Info Iat 0423.529046 o via mail a proloco@asolo.it

 


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