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08 agosto 2022

Treviso

Bosco verticale, Cazzaro Costruzioni: "I lavori proseguono regolarmente"

L'impresa costruttrice del complesso Cà delle Alzaie interviene sulla sentenza del Tar

| Isabella Loschi |

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bosco verticale

TREVISO - Di ieri la decisione del comune di Treviso di fare ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar relative al progetto di Ca’ delle Alzaie, il Bosco Verticale lungo la Restera.

Ora la società Cazzaro Costruzioni, che sta ultimando il complesso lungo l’Alzaia, in difesa della correttezza del proprio operato e a tutela delle sessanta famiglie che la prossima primavera entreranno nel complesso, punta il dito contro Mts Immobiliare Srl, la società che ritiene il progetto irregolare. “Mts Immobiliare Srl, dopo la sentenza del Tar continua a proporre una versione dei fatti totalmente destituita di ogni fondamento e, per di più, scorretta sotto il profilo etico e giuridico”, spiega in una nota Cazzaro Costruzioni. “Come ribadito a chiare lettere nella sentenza del Tar del 14 dicembre scorso, non esiste alcuna ipotesi di demolizione di Ca’ delle Alzaie. Il ricorso al Tar infatti non aveva ad oggetto il progetto o la non conformità della costruzione allo stesso, ma l’iter con cui si è conclusa la domanda di autotutela promossa da Mts Immobiliare”.

“Ora” - continua Cazzaro Costruzioni - “il Tribunale amministrativo regionale ha respinto la domanda con cui quest’ultima chiedeva di esercitare i “poteri repressivi”, tanto che il Comune dovrà semplicemente riesprimersi. Ed il Tar afferma chiaramente che lo potrà fare nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali, potendo respingere nuovamente la domanda per altri profili (ad esempio il termine tardivo con cui MTS ha agito – come evidenziato dal TAR nella stessa sentenza - o l’interesse pubblico prevalente)”. Anche sulla presunta mancata concessione dell’abitabilità la società precisa: “L’abitabilità non è mai stata posta in discussione. E’ infatti, asseverata dal direttore lavori con una decisione autonoma, una volta verificata la rispondenza della costruzione al titolo edilizio tutt’ora valido efficace progetto”.

I lavori di completamento del complesso immobiliare di Ca’ delle Alzaie continueranno, perciò, senza alcuna interruzione. “Gli unici motivi di contrasto normativo individuati dal Tar - precisa la nota - riguardano i profili di interpretazione delle norme indicati dalla Regione, a cui il Comune si era dovuto attenere. Tutti gli altri motivi sollevati, tra cui spicca l’eccedenza di volume, sono stati ritenuti infondati. Cazzaro Costruzioni, in sostanza, avrebbe avuto il diritto di occupare molto più volume con le costruzioni, ma ha preferito non consumare suolo ed alleggerire gli edifici per lasciare spazio al “verde”.

“Ribadiamo quanto già espresso in più situazioni nel corso degli anni: Cazzaro Costruzioni, prima di iniziare i lavori di costruzione, ha ottenuto tutti i necessari provvedimenti interpellando tutti gli organi amministrativi interessati e ottenendo il loro parere positivo. Per cui l’espressione “abusi” usata per definire gli edifici, si rivela falsa nei fatti, impropria sotto il profilo giuridico e inaccettabile sotto quello morale anche perché riportata più volte dai media. Per tutelare il proprio buon nome acquisito nel corso di oltre mezzo secolo di storia, pertanto, ha già dato mandato ai propri legali di agire immediatamente in sede giudiziaria”.

Cazzaro Costruzioni si trova ad affrontare un contrasto interpretativo su due aspetti (altezze edifici e necessità del piano di recupero) del cosiddetto “Piano Casa”. Tale contrasto, sorto tra Giudice amministrativo e Regione Veneto, sta creando grande incertezza negli operatori che hanno posto legittimo affidamento sulla normativa regionale, fino alla pronuncia del Giudice. Anche alla luce di ciò Cazzaro ha perciò deciso di appellare la sentenza del Tar del Veneto.

 


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