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04 luglio 2022

Cronaca

Boom per il fatturato delle partite iva e delle aziende, +624 mld nel 2021

Oltre 120 miliardi aggiuntivi “incassati” solo nel mese di dicembre

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Boom per il fatturato delle partite iva e delle aziende, +624 mld nel 2021

ITALIA - È cresciuto di 624 miliardi di euro (+25%) il fatturato di aziende e partite Iva nel 2021 rispetto al 2020, con oltre 120 miliardi aggiuntivi “incassati” solo nel mese di dicembre. E' quanto emerge dall’analisi del centro studi di Unimpresa, che ha elaborato i dati del dipartimento delle Finanze relativi alla fatturazione elettronica. Nei dati fiscali di imprese e professionisti, la spia della ripresa economica del Paese lo scorso anno, ora minacciata dalla guerra in Ucraina.

 

La crescita degli incassi di pmi e professionisti negli scorsi 12 mesi rispetto al 2020. Record a dicembre con oltre 120 miliardi di euro di incassi aggiuntivi. Boom delle costruzioni (+37%) e delle attività immobiliari (+18%). A livello territoriale, le variazioni più importanti si sono registrate in Emilia-Romagna (+38%), in Friuli-Venezia Giulia (+28%) e in Sicilia (+27%). L’aumento è trainato anche dalla corsa delle attività manifatturiere (+35%). Nel Lazio, unica regione che non ha raggiunto la crescita in doppia cifra, aziende e partite Iva hanno incassato solo il 9% in più. Nei dati fiscali di imprese e professionisti, osserva l'associazione, ''c’è dunque la fotografia esatta della robusta ripresa economica del nostro Paese, cresciuta progressivamente negli scorsi mesi, ma seriamente minacciata, adesso, dal protrarsi della guerra tra Russia e Ucraina''.

 

Se a gennaio e febbraio 2021, l’imponibile risultava ancora in calo, rispettivamente con meno 16,5 miliardi e con meno 2,6 miliardi rispetto al 2020, quando ancora non era esplosa la pandemia da Covid, nei 10 mesi successivi il segno è stato sempre positivo. La regione che evidenzia il risultato migliore è l’Emilia-Romagna con un incremento del 38,9%. Seguono: provincia di Trento col 33,4%, Valle d’Aosta col 30,6%, Friuli Venezia Giulia col 28,2%, Sicilia col 27,1%, Liguria col 27,9%, Marche col 26,9%, Molise col 26,8%, Calabria col 25,3%, Veneto col 24,5%, Puglia col 24,4%, Campania col 23,1%, Toscana col 23,0%, Lombardia col 22,7%, Umbria col 22,6%, Basilicata col 22,5%, Abruzzo col 21,3%, Sardegna col 20,5%, Piemonte col 19,4%, provincia di Bolzano col 18,0%. Fanalino di coda, unica regione che non ha raggiunto la doppia cifra per la crescita, è, come accennato, il Lazio (+9,5%).

 

Il comparto più vivace è senza dubbio quello del cosiddetto mattone: le costruzioni hanno registrato l’incremento di fatturato più importante (+37,5%) grazie ai vari bonus per l’edilizia e alle attività immobiliari connesse alle costruzioni, che hanno fatto segnare un +17,9%. È andata bene anche per le attività manifatturiere (+35,7%) e per le imprese che si occupano di estrazione di minerali da cave e miniere (+32,9%). Le attività professionali, scientifiche e tecniche hanno avuto una variazione positiva del 25,9% e l’istruzione del 10%. Sotto quota 20% si attestano il commercio all’ingrosso e al dettaglio (+15,4%), la fornitura di acqua e reti fognarie (+16,8%). In zona rossa, invece, figurano: le attività di famiglie e le convivenze (colf, badanti) col -50,1%, l’area dell’amministrazione pubblica e della difesa col -16,5% oltre che le attività artistiche e sportive col -3,6%.

 


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