17 giugno 2021

Online

E' boom delle App per la compravendita second hand on line

L'emergenza sanitaria ha trasformato il second hand in un vero e proprio business che gira soprattutto intorno alle applicazioni.

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Abbigliamento second hand

 


ITALIA - Una app su tutte sembra essere Vinted, nata 2008 dall'idea di due amici che, durante un trasloco, hanno deciso di creare un sito internet per mettere in regalo i loro vestiti. Oggi Vinted conta su una community di oltre 37 milioni di persone, una società con oltre 500 dipendenti, uffici sparsi in Est Europa e opera in 12 paesi : Italia, Spagna, Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Regno Unito e USA.

Ma Vinted non è la sola applicazione a cui affidarsi: ci sono anche Depop e Poshmark, oppure Vestiaire Collective e The RealReal,tra le app più usate e affidabili per vendere capi firmati. Accessibilità, semplicità e convenienza sono le parole alla base della scelta dei consumatori di affidarsi al second hand online, insieme ad una generale maggior attenzione alla sostenibilità, al riuso e al risparmio.

Nel 2019 il valore generato dalla compravendita dell’usato è stato di 24 miliardi di euro, pari all’1,3% del PIL italiano. Negli ultimi cinque anni è stata osservata una crescita del 33%, trainata soprattutto dall’online, che nel 2019, ha generato valore per 10,5 miliardi, circa il 45% del totale. In linea con quanto rilevato nel 2018, continua a crescere l’importanza che viene data all’aspetto valoriale nella decisione di puntare sull’economia dell’usato, perché porta vantaggi non solo a livello personale, ma anche all'ambiente e alla società in generale.

Nel boom attuale del second hand c’è però lo zampino della pandemia: ben 7 italiani su 10 oggi sceglie di affidarsi alla compravendita di usato. Se per oltre il 39% di essi era già un’abitudine, il second hand si è rivelata una scelta quasi obbligata in questi mesi di incertezza, come opportunità sia di risparmio che di guadagno. Gli acquirenti modello risultano essere le giovani famiglie di età compresa tra 35 i 44 anni, oltre il 75% di esse infatti si sono confermate propense a fare acquistare di seconda mano, preferibilmente online.

Altro target decisamente attivo è la cosiddetta Gen Z, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, per i quali il web e le app sono naturalmente il mezzo preferito per vendere e acquistare. Tra i più attivi sul fronte “dell'usato” rimane però la generazione dei Baby Boomers, tra i 55 e 64 anni, che però preferisce continuare a gestire i propri “affari” offline. Gli stessi Baby Boomers risultano inoltre essere i più sensibili al rispetto delle tematiche ambientali, scegliendo consapevolmente di acquistare usato per ridurre l'impatto sull'ambiente.

Infine, sempre secondo la ricerca condotta da BVA Doxa, il 71% degli intervistati crede che la second hand economy sia destinata a crescere ancora nei prossimi cinque anni, diventando non solo sempre più green (48%) ma anche un ottimo strumento per risparmiare (47%) e rendere i consumi accessibili a più persone (30%).

 

 


| modificato il:

Ilaria Frare

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