28 settembre 2020

Cronaca

Bonus, è caccia ai 5 deputati: inchieste interne e panico in chat

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Bonus, è caccia ai 5 deputati: inchieste interne e panico in chat

A Montecitorio si è ufficialmente aperta la caccia ai 5 'furbetti' del bonus. Dopo la notizia, pubblicata da 'La Repubblica', secondo cui alcuni deputati avrebbero chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro mensili introdotto dal decreto Cura Italia per le partite Iva in difficoltà a causa del Covid, nei partiti si sono accesi i riflettori per scovare i 5 onorevoli.

 

Unanime lo sdegno espresso dai principali esponenti delle forze politiche che siedono in Parlamento. Ma, almeno per ora, nessuna traccia dei nomi, coperti dalla legge sulla privacy. Nel M5S, secondo quanto apprende l'Adnkronos, è stata avviata un'inchiesta interna per appurare se tra i 5 deputati ci siano dei grillini.

 

Le chat interne nel frattempo ribollono: "Io - dice un parlamentare titolare di partita Iva, mettendo le mani avanti - ho espressamente raccomandato al mio commercialista di non richiedere quel bonus". E non manca chi lamenta la presenza di 'falle' normative nel sistema: "Avremmo dovuto varare un provvedimento ad hoc per escludere parlamentari e consiglieri regionali, per esempio. Si sarebbe evitato tutto questo".

 

Il primo a chiedere le dimissioni dei 5 presunti furbetti è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ex capo politico 5 Stelle: "Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore". Interviene con un duro comunicato anche il presidente della Camera Roberto Fico: "Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito". Forte l'irritazione del leader pentastellato Vito Crimi, che attacca: "Non possiamo permettere che questi comportamenti disonorevoli vanifichino tutto il nostro lavoro. Chi ha compiuto questo gesto ha il dovere di palesarsi e di assumersi le proprie responsabilità davanti agli italiani".

 

Dello stesso tenore le parole di Laura Castelli, viceministro dell'Economia, la quale auspica che "si intervenga presto" per capire chi ha richiesto il bonus. Per il segretario del Pd Nicola Zingaretti si tratta di una "vera vergogna". "In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero", tuona il leader della Lega Matteo Salvini, mentre la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni lancia una iniziativa social per scovare i 5 'furbetti': "Visto che l'Inps non fa i nomi per questione di privacy, invito ogni parlamentare a dichiarare '#Bonus Inps io no!'. In modo che i nomi emergano lo stesso, per esclusione".

 

Federico Fornaro di Leu invoca chiarezza: "E' giusto che gli italiani conoscano i nomi dei 5 parlamentari". Anche Forza Italia stigmatizza la vicenda con la vicepresidente della Camera Mara Carfagna, che parla di sistema bonus "sbagliato" perché "permette di richiedere e ricevere un sussidio anche a chi non ne ha assolutamente necessità". Critiche al presidente dell'Inps Pasquale Tridico arrivano anche dal deputato di Italia Viva Michele Anzaldi: "Mandi una comunicazione ufficiale, faccia una conferenza stampa insieme al governo aperta a tutti i giornalisti, dica quale è il buco nella legge e quanti redditi alti hanno percepito il bonus, invece di sparare nel mucchio gettando discredito sull'intero Parlamento".

 



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