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08 dicembre 2021

Treviso

"La bolletta elettrica delle piccole imprese trevigiane è la più cara d’Europa"

Bernardi, Confartigianato: "Agli artigiani e ai piccoli imprenditori si applica l’assurdo meccanismo: meno consumi, più paghi"

| Isabella Loschi |

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Oscar Bernardi

TREVISO - La bolletta elettrica delle piccole imprese trevigiane è la più cara d’Europa. Gli artigiani e i piccoli imprenditori pagano il prezzo più alto dell’elettricità nell’Ue, superiore del 18,1% rispetto alla media europea.

Un divario che si mantiene costante da anni: dal 2008 al 2020 il maggiore costo dell’elettricità pagato dalle piccole italiane rispetto all’Ue si attesta su una media del +25,5%. Il caro-energia riguarda più in generale la fascia di consumi fino a 500mila kWh che comprende tutte le micro e piccole imprese e vede l’Italia al secondo posto in Europa, dopo la Germania, per il prezzo più alto dell’elettricità, con un maggiore costo del 9,3% rispetto alla media Ue.

A gonfiare il prezzo finale dell’energia per le nostre piccole imprese sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20mila kWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona. Più tasse, quindi, ma, secondo Confartigianato, anche mal distribuite tra i diversi consumatori: ancora una volta le più penalizzate sono le piccole imprese in bassa tensione che, a fronte di una quota di consumi energetici del 24,5%, sono costrette a pagare il 33,2% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica.

“In pratica – evidenzia Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – ai piccoli imprenditori si applica l’assurdo meccanismo: meno consumi, più paghi. Uno squilibrio incomprensibile che costringe i piccoli imprenditori a caricarsi i costi degli altri utenti. Il Decreto Sostegno bis ha avviato una riduzione degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese. Attendiamo di vederne gli effetti per far calare il costo dell’energia che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa. In ogni caso, il meccanismo degli oneri generali di sistema va completamente ripensato, da un lato ripartendo in modo più equo il peso degli oneri tra le diverse dimensioni d’azienda, dall’altro spostando parte del peso dalla bolletta alla fiscalità generale”.

 



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Isabella Loschi

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