Bioterre: quando l’agricoltura è sociale

Accettare e valorizzare la diversità, dal campo alle relazioni

| Sara Armellin |

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ZENSON DI PIAVE - La storia di questa azienda agricola è un piccolo grande esempio di come gli ideali siano più forti di qualsiasi avversità: anche di quelle climatiche che purtroppo sempre più spesso flagellano il nostro Veneto. Siamo a Zenson di Piave, nell’area golenale: qui Angelo e Luana hanno casa e un paio di ettari di proprietà.


Angelo li coltiva tra seminativi e vigneti; Luana, responsabile commerciale in una grande azienda, nel fine settimana coltiva pure lei, ma non la terra, bensì il suo sogno di poter fare qualcosa per gli altri. Con un paio di asinelli e cavalli, è l’anima di un’associazione di onoterapia, che lavora con ragazzi e adulti in situazioni di difficoltà fisica e psicologica. Ma inaspettato e violento, arriva l’ottobre del 2018: Angelo e Luana devono abbandonare casa in fretta e furia, con il piccolo Vittorio di 2 anni; riescono a portare in salvo con loro alcuni animali e si trasferiscono dall’altra parte dell’argine, dove hanno un campo e un rustico adibito a ricovero degli attrezzi. La casa è allagata, le coltivazioni idem: a braccia ferme, lavora la mente. Decidono di cogliere l’avversità per ripartire con un nuovo progetto che unisca le loro passioni: terra e sociale, fertilità agricola e relazionale, nel rispetto della natura e delle persone.

Prende così forma Bioterre, insieme a Nicola e Adele, amici della coppia da tempo, ma soprattutto imprenditori dell’agricoltura sociale, che accolgono ragazzi in situazioni di disabilità in collaborazione con i servizi del territorio e con le famiglie. Oggi l’ettaro intorno al rustico è interamente coltivato a orticole di stagione, insieme agli altri 6 oltre la golena, dove si alternano seminativi, asparagi, radicchi, patate e batate. Il tutto in modalità biologica e sociale, perché sui campi e nel negozio lavorano i ragazzi di Nicola e Adele. Tempi e ritmi lenti, certo, ma la natura accetta la diversità e la valorizza.

Così ha preso forma il progetto di Angelo e Luana, di essere custodi di una biodiversità, agricola e di persone: da questa terra e da queste mani possono solo nascere prodotti genuini, che sono in vendita nella piccola ma curatissima bottega sotto gli archi del rustico. Le verdure sono raccolte in giornata, a volte proprio al momento, secondo la richiesta del giorno, per ridurre al minimo gli sprechi e mantenere massima la freschezza. Oltre alle orticole di stagione, si trovano conserve di pomodoro, di verdure e di frutta, realizzate in modo artigianale con materia prima aziendale e una particolare farina di mais nostrano dell’isola.

La vendita a bordo campo, limitata ad alcuni giorni della settimana, è supportata anche da un efficiente servizio per ordinare in abbonamento le cassette con il raccolto del giorno, che vengono consegnate direttamente a casa. Il tutto in un modello di agricoltura che pratica, e non solo profetizza, una reale sostenibilità economica, ambientale, relazionale e sociale. Per chi cerca cibo buono e sano, che oltre a nutrire il corpo, alimenta anche la consapevolezza di fare parte di un progetto di inclusione sociale.

 

 



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