24 ottobre 2020

Esteri

Beirut, Aoun: "Esiste possibilità di interferenza esterna"

Fra le 16 persone per cui è stato ordinato dal giudice l'arresto per l'esplosione a Beirut vi sono il direttore del porto Hassan Kuraitim

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LIBANO

LIBANO - Il presidente libanese, Michel Aoun, non esclude l'ipotesi di un'interferenza esterna come causa delle esplosioni di martedì a Beirut, pur sottolineando che l'ipotesi principale resta quella di materiale mal immagazzinato.

"La causa delle esplosioni ancora non è stata determinata dato che esiste la possibilità che si sia prodotta un'interferenza esterna attraverso un missile, una bomba, o una qualsiasi altra azione", ha affermato Aoun parlando con la stampa, citato dall'emittente libanese Mtv.

Il presidente ha rivelato quindi di aver chiesto al suo omologo francese Emmanuel Macron che la Francia fornisca al Libano "le immagini aeree dell'esplosione. Se non le hanno, chiederemo ad altri Paesi per determinare se si sia trattato di un attacco esterno".

Il presidente libanese ha escluso un'inchiesta internazionale. A un giornalista che gli chiedeva se fosse contrario, Aoun ha risposto: "Naturalmente", aggiungendo che una simile inchiesta avrebbe come risultato di "diluire la verità", riferisce la Bbc.

Il presidente americano Donald Trump e il collega francese Emmanuel Macron hanno parlato oggi al telefono, esprimendo profonda tristezza per la perdita di vite e la devastazione a Beirut. Lo ha reso noto la Casa Bianca. I due leader hanno convenuto di lavorare assieme con i partner internazionali per fornire immediatamente aiuto al popolo libanese. Trump e Macron hanno anche discusso dell'importanza di estendere l'embargo Onu sulle armi all'Iran.

NASRALLAH - Nel suo primo discorso dopo il disastro di Beirut, il leader spirituale di Hezbollah ha negato che la milizia sciita avesse depositi di armi al porto che possano aver contribuito alla violenza dell'esplosione. "Non abbiamo nulla al porto: nessun deposito di armi, nessun deposito di missili, di fucili, di bombe o di nitrato di ammonio", ha dichiarato Hassan Nasrallah in un discorso televisivo, secondo quanto riferisce al Jazeera.

"Anche la nostra gente è tra i morti e i feriti", ha detto Nasrallah, chiedendo che vengano puniti i responsabili del disastro. C'è un consenso" per un'indagine giusta e trasparente, "chiunque ne sia responsabile dovrà risponderne, nessuno dovrà essere protetto", ha affermato.

Hassan Nasrallah ha negato ogni responsabilità del suo partito sciita nel disastro di Beirut. "C'è qualcuno che cerca di dire ai libanesi che è colpa di Hezbollah, sono false accuse", ha detto il leader del 'partito di Dio'.

ARRESTI - Fra le 16 persone per cui è stato ordinato dal giudice l'arresto per l'esplosione a Beirut vi sono il direttore del porto Hassan Kuraitim, l'attuale responsabile delle dogane Badri Daher e il suo predecessore, Shafik Merhi. Lo riferisce l'agenzia stampa libanese Lebanese National News. Rimarranno tutti in detenzione sino alla fine delle indagini. Il commissario di stato facente funzioni presso il tribunale militare, Fadi Akiki, ha detto che al momento sono state interrogate 18 persone.
 

 


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