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21 gennaio 2022

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BEBE VIO: DOPO LA SCHERMA, PUNTA ALL'ATLETICA

La 15enne, amputata ai 4 arti, comincia a correre

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BEBE VIO: DOPO LA SCHERMA, PUNTA ALL'ATLETICA

TREVISO - L'ultima sfida di Beatrice Vio, per tutti 'Bebe', è l'atletica leggera. Amputata ai quattro arti, tedofora alle prossime paralimpiadi di Londra, la quindicenne di Mogliano Veneto che dopo una brutta malattia ha ripreso a tirare, e a vincere con il fioretto, ora sta cominciando a correre. Sul serio.

Vorrebbe farlo come Oscar Pistorius, che ieri ha ottenuto le Olimpiadi, primo paralimpico della storia e che lei ha conosciuto durante uno dei suoi periodi in Italia. "E' stato lui a dirmi: ma perché non vieni a correre con me? Solo tu se mi affronti in un assalto di scherma, ho risposto io". Così, trovate le 'gambe giuste', le lame in carbonio speciali per la corsa, ha fatto delle prove, stupendo tutti. Non si pone limiti: "A Rio vorrei gareggiare nella scherma, ma anche nell'atletica".

Quasi per gioco, anche se poche davvero sono le cose in cui 'Bebe' si butta solo per gioco, ha iniziato a fare delle prove per reimparare a correre con le gambe speciali, come faceva da piccola prima che la malattia le portasse vie quelle vere. Non solo correre, ma gareggiare. O meglio, vincere, come nella scherma. Seduta in carrozzina, ha già stupito molti con un recente secondo posto in una prova di coppa del mondo assoluti. Ancora un'under-20, è una mina vagante degli assalti paralimpici. Così tra una pedana e l'altra, tra un viaggio e una testimonianza per l'associazione Art4Sport che segue con la sua famiglia, si è fatta costruire le 'gambe giuste' e si è ritrovata su una pista rossa a Trieste un mese fa. Non è ruzzolata, ed è già qualcosa, perché le protesi da corsa non sono come quelle per camminare. Ha finito un giro, "mi sono fermata due o tre volte, ma ce l'ho fatta. Faccio scatti di sessanta metri".

In realtà è andata così bene che il tecnico della nazionale di atletica paralimpica Alessandro Kuris l'ha notata e l'ha invitata a partecipare ad uno stage in autunno. Se vorrà, potrà approfondire la cosa. Approfondire, nel linguaggio di Bebe, vuol dire averlo già fatto: "A Rio de Janeiro vorrei gareggiare sia nella scherma sia nell'atletica". Intanto a Londra ci sarà, come tedofora alle paralimpiadi. E tiferà per Pistorius, che ha conosciuto durante uno dei suoi periodi in Italia. "E' un grande, vuole sempre andare oltre. E poi lo ringrazio, perché mi ha spiegato alcune cose, che se voglio essere un atleta devo mangiare poca cioccolata". Una delle prime volte che vide Oscar, lui l'aveva spinta per un breve tratto, sulla carrozzina. Chissà che grazie alla sua ultima spinta, la ragazza di Mogliano non riesca a fare il giro di campo con la fiaccola, sfrecciando con le lame: "Eh, mi piacerebbe. Ma 400 metri sono lunghi. Poi se cado, sai che figura...".

BEBE TEDOFORA ALLE PARALIMPIADI

Bebe Vio tedofora alle paralimpiadi e giornalista per Sky sport da Londra per raccontare i giochi visti dal suo punto di vista.

Bebe in questi giorni è a Varsavia con la nazionale paralimpica per la Coppa del Mondo e per il mondiale under 18 di scherma. La schermitrice di Mogliano, tornata dai mondiali, dal 29 agosto sarà a Londra, fino al 10 settembre per coronare il suo sogno. Sarà uno dei 15 tedofori dell’ultimo tratto, su 580 atleti totali, delle paralimpiadi che iniziano il 29 agosto, a portare la fiamma olimpica. Insieme agli altri atleti effettuerà un percorso a piedi o di corsa da Stocke Mandeville (il paese dove nel 1944 sono nate le paralimpiadi) fino a Londra. Il gruppetto di cui fa parte Bebe, inizierà a correre con la fiaccola il 28 notte per arrivare a Londra il giorno dopo.

Bebe infatti da circa un mese ha iniziato a correre con le nuove lame, simili a quelle di Pistorius (suo grande amico), per cimentarsi anche in questa disciplina, oltre alla scherma che l’ha già vista brillare in diverse gare con ottimi risultati. Una passione, quella per la corsa per potrebbe permetterle di gareggiare a Rio nel 2016 nei 100 o 200 metri, senza dimenticare però l’amata scherma.

Bebe Vio giornalista per Sky Sport sarà a Londra fino al 10 settembre per seguire le gare paralimpiche, privilegiando le curiosità e la vita della capitale, non addentrandosi più di tanto sugli aspetti prettamente tecnici delle gare sportive. L’atleta per Ski sport sarà la protagonista del “Diario di Bebe”. A Londra sarà insieme alla sua famiglia. L’atleta moglianese a scuola è stata promossa con la media del sette all’istituto di arti grafiche e comunicazione. Una vittoria anche in questo campo.

 

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