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03 luglio 2022

Treviso

Bar e ristoranti, all'aperto non serve più il Green pass: "Ripartiamo guardando alla Pasqua"

Sartorato, Fipe-Confcommercio: "Le microimprese del terziario hanno superato la peggiore pandemia della storia”

| Isabella Loschi |

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Dania Sartorato

TREVISO - Da oggi, venerdì 1 aprile, si allentano le restrizioni anche per i ristoratori. Da oggi non sarà più necessario il Green pass per sedersi ai tavoli di un bar o ristorante all’aperto. Mentre al chiuso, fino al 30 aprile, basterà avere il Green pass base, che si ottiene anche con un tampone negativo. Per entrare nei negozi basterà avere la mascherina, senza mostrare il Green pass. Per gli esercenti pubblici un segnale per la vera ripartenza nonostante l’inflazione e il caro bollette. “ Siamo ufficialmente in quella nuova normalità che aspettavamo. Abbiamo superato con forza e coraggio la peggiore pandemia della storia perché questo virus muta ed è subdolo”.

“Dopo due anni di pandemia, oltre 188 mila contagi, 4 ondate molto gravi, circa 2600 cessazioni di impresa nel biennio non compensate da altrettante nuove imprese, il terziario della provincia di Treviso - conferma Dania Sartorato, presidente dell’Unione Confcommercio provinciale e di Fipe - affronta il primo periodo dopo la fine dell’emergenza sanitaria con speranza, ma anche con la necessaria prudenza. L’indice di fiducia, pari a 45 in provincia, nonostante gli scenari bellici nel mese di marzo non è calato. E’ pur vero che i dati ufficiali non sono confortanti e ci farebbero archiviare la ripresa. L’inflazione vola, a marzo abbiamo subito il nono aumento consecutivo (+6,7% su base annua e +1,2% su base mensile) e purtroppo continua il “boom” dei prezzi beni energetici non regolamentati, sono in forte aumento anche i beni alimentari, però i segnali di speranza li stiamo vedendo nelle nostre imprese e nei nostri locali”.

“La gente ha voglia di uscire, manifesta fiducia e desiderio di reagire, il Covid, grazie ai vaccini, fa meno paura e si è “sburocratizzato” anche negli adempimenti, siamo alla vigilia di Pasqua e credo che quest’anno prevalga la voglia di ripresa. Abbiamo introiettato la responsabilità e la prudenza in tutti i comportamenti quotidiani: credo quindi che riusciremo ad adattarci ad una lunga convivenza”.

“Abbiamo cercato più volte la ripresa, ritrovandoci sempre a gestire nuove ondate o eventi tragici come la guerra. A guidare la ripresa contribuiscono senza dubbio le città e i nostri territori. Dopo questo lungo inverno abbiamo una città capoluogo, Treviso, piena di progetti e prospettive che porteranno di sicuro i trevigiani a riempire le vie e le piazze nelle prossime serate, funziona il turismo di prossimità e del week-end e le colline del Prosecco, così come i colli Asolani o il Montello, stanno dimostrando tutta la propria valenza attrattiva. Tutto il quadrante Sud, da Mogliano, a Preganziol a Silea, ha messo in rete molteplici attività di rilancio grazie ai distretti del commercio”.

Per Michele Paludetti, presidente del mandamento di Ascom-Confcommercio Vittorio Veneto: “non è facile parlare di ripresa. Ci sono attività con molta merce in magazzino che hanno perso molto e che, per non aver superato il tetto del 30% di perdita di fatturato, hanno percepito come ristori solo il bonus dei 600 euro. La bella stagione porterà sicuramente un fermento positivo, sperando di arrivare ad un autunno migliore dei due precedenti”.

Per Pierluigi Sartorello, presidente del mandamento di Ascom-Confcommercio Castelfranco Veneto: “la ripresa è influenzata da molti fattori e di sicuro non sarà uniforme: sulle tasche dei consumatori pesano gli aumenti ed incide ancora la paura, c’è prudenza ma al contempo voglia di guardare al futuro”.

Nell’Opitergino-Mottense, conferma il presidente di Ascom-Confcommercio Oderzo Motta: “la situazione è analoga, la gente è ancora confusa, ci sono perplessità, oltre che contagi e quarantene, ma le nostre imprese stanno reagendo, hanno chiesto rassicurazioni e sono ormai preparate ad affrontare questo nuovo periodo”.  

 


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