31 ottobre 2020

Conegliano

Balli e assembramenti senza mascherine sotto la consolle in un noto locale del trevigiano: "Chiesto un supporto ai Carabinieri"

I video e le immagini hanno fatto il giro dei social e delle chat

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

Balli e assembramenti senza mascherine sotto la consolle in un noto locale del trevigiano:

Un frame del video della serata

 

I video e le immagini hanno fatto il giro dei social e delle chat, e hanno fatto – ovviamente – discutere. Ragazzi che sembrano ammassati sotto la consolle, la musica ad alto volume e i giovani che ballano, nessuno di loro indossa la mascherina. Le immagini sono state scattate mercoledì 5 agosto, durante una serata in un noto locale del trevigiano, e hanno riacceso la polemica sulla gestione dei locali notturni in questo periodo di convivenza – forzata – con il Coronavirus.

 

Non si tratta però di una “furbata” dei gestori, anzi. E non è stato nemmeno uno stratagemma per riaprire di fatto una discoteca, facendo figurare il locale come un ristorante. E’ stato invece lo stesso gestore a chiedere supporto ai Carabinieri, giunti sul posto per l’arrivo di presenze “poco gradite”, per disperdere gli assembramenti e far indossare le mascherine ai giovani.

 

Occhio all’immagine registrata – dichiara il gestore -, la prospettiva fa la differenza”. Lui non esita ad ammettere che “ci sono state delle situazioni da gestire”, ma non sarebbero state così critiche come appare dai video. Gestire un locale ai tempi del Coronavirus, comunque, diventa una specie di impresa: dalla misurazione della temperatura all’ingresso, alla revisione completa degli spazi, passando per l’igienizzazione e i controlli della security. Il gestore ha anche optato per una riduzione degli ingressi, nonostante il giardino esterno del locale sia stato aperto al pubblico, proprio per evitare assembramenti.

 

Abbiamo una capienza di 1500 persone – rivela -, ma mercoledì ci siamo fermati a 1050. Abbiamo dovuto rimbalzare circa 200 persone, quelle arrivate più tardi”. Ha preferito non approfittare della situazione, rinunciando a delle entrate certe per garantire un po’ di sicurezza in più.

 

E dalla consolle, ogni quarto d’ora circa, è arrivato l’appello del dj: “Se vogliamo continuare a divertirci, indossate la mascherina ed evitate assembramenti”. E anche la musica è stata abbassata più volte nel corso della serata, proprio per sensibilizzare i presenti. Poi – è chiaro – i “furbetti” della mascherina ci sono sempre, e sono i più difficili da controllare: “C’è chi la tira su quando passano i controlli, per poi tirarla nuovamente giù”.

 

Nel locale, tecnicamente, una pista da ballo non c’è, motivo per il quale la distanza di rispettare è di un metro e non di due, distanza prevista invece nelle piste vere e proprie. Il locale è stato riaperto come ristorante, e l’offerta si basa prevalentemente sul food: la musica e i cocktail sono solo la parte finale delle serate, che iniziano presto – alle 19 – e terminano intorno all’una o alle due di notte.

 

Il lavoro è tanto, le attenzioni devono essere mille, e purtroppo tanti sforzi rischiano di essere vanificati dalla (troppa) voglia dei giovani di tornare alle care vecchie abitudini, oltre che dalle immagini sfocate di uno smartphone.

 


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Roberto Silvestrin

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