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28 febbraio 2024

Nord-Est

Attivisti per il clima sparano fango contro la Basilica San Marco

Hanno definito l'azione 'un allarme anti-incendio'

| Ansa |

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Attivisti per il clima sparano fango contro la Basilica San Marco

VENEZIA - Attivisti per il clima hanno imbrattato poco fa l'esterno della Basilica di San Marco a Venezia, nel corso di un'azione che hanno definito "un allarme anti-incendio". Con un paio di estintori hanno lanciato contro le mura della chiesa del liquido misto a fango, esponendo poi uno striscione con lo slogan "fondo riparazione". Alcune persone li hanno presi di mira, contestando questa forma di proteste per il clima. Sul posto sono arrivati gli agenti della Digos.

Hanno lanciato con gli estintori Nesquik contro San Marco, e non solo fango, gli attivisti di Ultima Generazione autori del blitz a Venezia. Lo spiega la stessa organizzazione ambientalista, precisando che l'azione è stata compiuta "spruzzando del Nesquik sulla facciata laterale destra della Basilica di San Marco, e versando del fango sulle colonne".

"Venezia a breve sarà sott'acqua, non ci sarà più niente di tutto questo. Sarà coperta dal fango e moriremo". Lo ha detto uno dei sei attivisti di Ultima Generazione che questa mattina hanno imbrattato con un liquido misto a fango, caricato in due estintori, gli esterni della Basilica di San Marco. I sei dimostranti sono stati portati via a braccia dalle forze dell'ordine. "Se amate questa città così come l'amiamo noi, chiedete insieme a noi al governo di eliminare i combustibili fossili". I dimostranti si sono rivolti ai turisti, traducendo in inglese i loro slogan affinché tutti potessero capire il motivo della loro azione. "Venezia è condannata, dobbiamo agire ora. Serve un fondo di riparazione" hanno gridato verso la piazza, reggendo uno striscione che richiamava proprio alla necessità dello stanziamento, in cima alla lista delle priorità di Ultima Generazione. Nelle dimostrazioni fatte in tutt'Italia, infatti, hanno ribadito la richiesta di un fondo preventivo e permanente di 20 miliardi di euro sempre pronti ad essere spesi per ripagare i danni da calamità ed eventi climatici estremi.

 


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