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23 maggio 2024

Castelfranco

Asolo, l’omaggio di Brunello alla Duse

Ieri ricorrevano i cento anni dalla morte della Divina e la Città ne ha celebrato la grandezza – VIDEO e FOTO

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Mario Brunello

ASOLO – Ieri è stata una giornata storica per la Città dai Cento Orizzonti, scelta dalla grande attrice Eleonora Duse, come buon ritiro. Un susseguirsi di eventi ha celebrato la Divina a cento anni dalla sua morte a Pittsburgh negli Stati Uniti. Dalle parole del sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, che in Duomo le ha dedicato un discorso particolarmente toccante, alla performance musicale del violoncellista Mario Brunello che davanti alla tomba della Duse, nel cimitero monumentale di Sant’Anna ad Asolo ha suonato Bach, dopo aver ricordato l’amore dell’attrice per la musica.

Momenti indimenticabili che hanno saputo rendere un doveroso tributo alla grande artista, emblema del teatro moderno e di certo una delle più grandi interpreti teatrali di tutti i tempi, il cui talento è stato riconosciuto a livello mondiale. Eleonora Duse seppe riempire i teatri di ogni dove, recitando sempre rigorosamente in italiano, d’altronde non a caso il critico Hermann Bahr la definì “la più grande attrice del mondo”. La sua fama, in vita, fu tale che il 30 luglio 1923 la Divina fu la prima donna (e italiana) a comparire sulla copertina della rivista Time (nata da poco). Asolo è stata eletta a luogo del cuore dalla Duse e qui ha scelto di essere sepolta, rivolta verso il Monte Grappa, quale tributo ai soldati italiani che persero la vita nella Grande Guerra. Ma il suo amore per Asolo è stato sempre ricambiato tant’è che la Città non ha mai perso occasione per ricordarla e celebrarne la magnificenza, così come è stato ieri.


Questo il discorso pronunciato dal sindaco in Duomo.
Eleonora Duse la Divina. Cento anni dalla morte: 1924-2024
«A Pittsburgh fa freddissimo e piove il 5 aprile 1924, quando la Duse recita "La porta chiusa" dopo aver dovuto attendere lunghi minuti sotto la pioggia, quella sera. È la sua ultima volta su un palcoscenico, l'ultimo trionfo. Quando torna in albergo, trema per la febbre. Subentra una polmonite, fatale per un fisico già debilitato dalla tubercolosi.
Il 21 aprile di un secolo fa, Eleonora Duse moriva in una lussuosa stanza d’albergo a Pittsburgh. Con lei scompariva la più grande attrice italiana di tutti i tempi, nonché una delle più grandi del mondo. La sua dipartita terrena aveva suscitato una fortissima ondata di commozione, tale da unire in un ideale abbraccio un’infinità incalcolabile di spettatori e i tanti paesi in cui era stata in tournée – dalle terre slave agli Stati Uniti, dall’Egitto al Sudamerica, oltre ovviamente all’intera Europa.

La sua è stata una vita tutta consacrata al teatro, attraversata da un’inquieta ricerca creativa e mai scontata nemmeno nella quotidianità. Pur essendo nata “figlia d’arte”, era arrivata al successo dopo una lunga gavetta e aveva gradualmente compreso la portata della sua vocazione teatrale arrivando a sviluppare un suo personalissimo stile che aveva riscosso l’ammirazione delle platee mondiali. È riuscita a imporsi come modello di recitazione per generazioni: il suo nome ha attraversato il tempo e ancora rappresenta molto nella nostra contemporaneità. Ha sempre recitato nella lingua madre ed è considerata un’ambasciatrice dell’arte teatrale italiana nel mondo. È stata anche una delle prime dive di portata globale: i ritratti e le tante fotografie che la immortalano, in scena e nelle varie fasi della vita, hanno reso la sua immagine iconica.


Un secolo fa, nei giorni di lutto nazionale per l’Italia, Asolo era balzata agli onori della cronaca perché qui Eleonora aveva chiesto di essere sepolta. Il suo desiderio, anche grazie alla fondamentale mediazione di Gabriele d’Annunzio che aveva chiesto per lei i solenni funerali di Stato, venne esaudito. Dopo un lungo viaggio di ritorno dagli Stati Uniti a bordo della Nave Duilio, scortata dagli attori della sua compagnia, la salma della diva è tornata in patria ed è stata tumulata nel Cimitero di Sant’Anna il 13 maggio 1924.
Eleonora aveva scelto Asolo come luogo in cui trascorrere serenamente la vecchiaia, attratta dalla buona qualità di vita del posto e dal profondo rispetto che gli asolani le avevano dimostrato sin da subito, tanto che il 16 ottobre 1923, quando arriva sull’isoletta di Eliss Island (New York), dichiara alle autorità: Duse Eleonora, anni 64, sesso femminile, sposata, attrice teatrale, nazionalità italiana, residente ad Asolo.

Desiderava aveva una casa tutta sua per ricevere gli amici e, soprattutto, la figlia e i nipoti che vivevano in Inghilterra.
La scelta del borgo dai cento orizzonti non è stata casuale: qui Eleonora era stata ospitata da famiglie importanti, aveva trascorso giorni di piacevole tranquillità, si era affezionata agli scorci e ai panorami incantevoli che tuttora noi possiamo contemplare. Qui, un anno prima della sua nascita, era passata la sua famiglia ed erano venuti alla luce due suoi cugini gemelli – uno dei quali era morto in fasce e venne sepolto a Sant’Anna. La Casa dell’Arco, con la sua magnifica vista sul Grappa, era il rifugio ideale per lei, che con tanta sollecitudine aveva seguito lo svolgimento della Prima Guerra Mondiale e le sorti dei soldati che combattevano al fronte.
Grazie alla Duse, da un secolo a questa parte Asolo è diventata meta di tanti visitatori desiderosi di conoscere il luogo che lei amava tanto. Nella giornata di oggi sentiamo Eleonora viva in mezzo a noi, e viva più che mai: a noi spetta il compito di onorare doverosamente la sua memoria e di far conoscere il suo mito alle nuove generazioni. Che il nome di Eleonora Duse, insieme alla sua amata Asolo, attraversi gloriosamente il Nuovo Millennio».


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