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28 maggio 2022

Castelfranco

Asolo ha salutato per l'ultima volta Assunta Vettoruzzo, la mamma di Ezio e Lele del Centrale

"Un pezzo di Asolo che se ne va": ha commentato il sindaco Migliorini ricordando la mamma dei fratelli Ezio ed Lele Botter, gestori dello storico Caffè Centrale

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Assunta Vettoruzzo

ASOLO - Sono stati celebrati oggi pomeriggio i funerali di Assunta Vettoruzzo, 89 anni di Asolo, mamma dei fratelli Ezio ed Lele Botter, gestori dello storico Caffè Centrale nella città dei Cento orizzonti. "Un pezzo di Asolo che se ne va" sono le parole del sindaco Mauro Migliorini "la sua cucina era famosa ben oltre i confini di Asolo e racconta una storia e una cura che forse oggi non c'è più". Assunta, deceduta nella sua abitazione in via Collalto nella notte del 12 maggio, oltre ai conosciutissimi Ezio e Lele, lascia la figlia Elena, i nipoti e una pronipote. "Il profumo dei suoi dolci si spargeva per tutta la piazza" raccontano ad Asolo "dai che andiamo al Centrale, era il motto che seguiva subito dopo".

E che la sua cucina non lasciasse indifferenti, lo provano i contatti e gli apprezzamenti che ancora oggi arrivano ai fratelli Botter dai figli e i nipoti, ormai grandi, dei tanti ospiti illustri che sono passati in casa della famiglia Nevill, presso cui Assunta lavorava. Un talento che è stato ereditato dal figlio Ezio "capace di metter su un piatto con due ingredienti di numero. I clienti si alzavano di soppiatto e sottovoce ci venivano a chiedere la ricetta" sottolinea Lele, forse con una punta di affettuosa invidia. Mamma Assunta amava molto i fiori e negli anni, oltre che presenza discreta e preziosa dietro le quinte in cucina, ha preparato meravigliosi bouquet che per anni hanno decorato il Caffè Centrale.

Tra gli ospiti più illustri che hanno assaggiato la cucina di mamma Assunta, non si può non ricordare il Principe Filippo di Edimburgo, consorte della Regina Elisabetta, che era stato ospite per due settimane in Casa Neville, a San Martino. Un ricordo vivido nei Fratelli Botter, che dai Neville erano di casa, che lo ricordano come una "persona mite e riservata".

Originaria di Mussolente, anche se il papà era da Monfumo, da giovanissima, come tante altre ragazze dell'asolano, aveva trovato lavoro come cameriera a Villa Rot, la Torricella, pensata da Robert Browning, e indissolubilmente legata al mondo signorile inglese. A Villa Rot, conosce e si innamora, ricambiata, del giovane Virgilio Botter che lavora nella stessa villa come giardiniere e con lui mette su famiglia, abitando proprio nella dependance dei Conti Neville in via San Martino.
 

 



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Maria Elena Tonin

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