22 giugno 2021

Treviso

Artigianato: "40 settimane per salvaguardare 6.400 posti di lavoro nella Marca"

Sartor: "Boccata di ossigeno per le tante aziende artigiane che non riescono a garantire occupazione a pieno regime ai propri dipendenti"

| Isabella Loschi |

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 imprese artigiane trevigiane

TREVISO - Quaranta settimane per intervenire e salvaguardare i posti di lavoro nell'artigianato nel 2021. La Legge di Stabilità aveva previsto, fino al 30 giugno 2021, solo 12 settimane come allungamento della cassa integrazione.

Tramite il decreto Sostegni della scorsa settimana il governo ne ha aggiunte 28, per 40 settimane complessive, a copertura del periodo che va dal 1 aprile al 31 dicembre per salvaguardare i posti di lavoro nell'artigianato tramite la cassa integrazione di settore che è gestita dal  fondo bilaterale dedicato costituito  in base alla normativa vigente  tra le associazioni artigiane e i sindacati dei lavoratori Cgil,Cils, Uil.

“Si tratta di una boccata di ossigeno per le tante aziende artigiane, specie dei settori più colpiti dalle chiusure imposte dai vari Dpcm, che non riescono a garantire occupazione a pieno regime a propri dipendenti”; il commento di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. “La novità si accompagna ad un differimento fino al 31 ottobre 2021 del divieto di licenziamento per  mancanza di lavoro, che sarà quindi perfezionale solo dal 1 novembre 2021. L’ammontare che spetta ai dipendenti dell'artigianato sospesi con Fsba viene confermato nell’80% della retribuzione lorda che sarebbe spettata per le ore non prestate nel mese di riferimento con il tetto mensile massimo di 1.199,72 euro lordi (circa 7,10 euro lordi orari), che potrà essere a breve aggiornato in aumento dall’Inps”. In questi giorni si stanno ultimando i pagamenti relativi al 2020.

Da rilevare che a fronte del picco delle imprese artigiane trevigiane, 5.100,  che nella primavera scorsa utilizzavano il fondo bilaterale , pari al 75% del totale, a gennaio 2021 si è registrata una contrazione della percentuale, scesa al 20%: sono stati 1.360 i datori di lavoro che hanno fatto ricorso all’ammortizzatore sociale per sostenere il reddito dei loro 6.400 lavoratori, su un totale provinciale di 32.000 addetti. “Con le organizzazioni sindacali grazie ad Fsba abbiamo messo in sicurezza l’occupazione artigiana durante la pandemia con garanzia di disporre dello strumento fino a fine 2021”, sottolinea Sartor.

“Ora la sfida è quella di usare i nuovi strumenti  e le risorse che il legislatore nazionale e regionale ci metterà a disposizione per continuare ad investire nella crescita delle competenze del nostro capitale umano, nella riqualificazione dei tanti disoccupati al fine di poterli ricollocare in settori che stanno mantenendo dei livelli di dinamicità significativi e nella valorizzazione del sistema duale quale strumento di raccordo tra la formazione scolastica degli istituti professionali e tecnici con  il mondo del lavoro”.

 


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