07 aprile 2020

Vittorio Veneto

Arte in corsia per i malati di tumore

Un progetto per umanizzare l’unità operativa di oncologia dell’ospedale di Vittorio Veneto

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Arte in corsia per i malati di tumore

VITTORIO VENETO - Umanizzare l’unità operativa di oncologia dell’ospedale di Vittorio Veneto, dando vita, anima e colore ai corridoi e alle stanze del Reparto. Questo l’obiettivo del progetto “Cur-arti”, promosso dall’Ulss 2 in collaborazione con il Liceo Artistico “Bruno Munari” e con la Fondazione “Altre parole”, che si occupa dell’umanizzazione delle cure in campo oncologico. Il progetto è stato voluto per rendere più accoglienti i locali che ospitano i malati di tumore in occasione dei loro accessi al nosocomio di Costa per visite e terapie.

 

“Siamo partiti dall’idea di “umanizzare” il reparto sostituendo alla “freddezza” degli attuali colori di corridoi e stanze delle immagini – spiega il primario, Luigi Salvagno - . Di qui l’idea di coinvolgere l’Istituto d’arte che si è subito resto disponibile e che dobbiamo ringraziare per quanto sta facendo”. Nel progetto sono state coinvolte più classi del Munari e diversi indirizzi: le classi di indirizzo Arti Figurative-pittura, terze, quarte e quinte, si sono occupate della progettazione e dell’esecuzione delle decorazioni, la classe 5^B di architettura dei rilievi architettonici, le classi di grafica della comunicazione degli eventi correlati al progetto (locandina, catalogo) e della documentazione fotografica delle opere, le classi di audiovisivo multimediale delle riprese degli eventi stessi

 Da settembre 2017 a gennaio 2018 si è conclusa la prima fase di progettazione e a febbraio una commissione composta da operatori ospedalieri e dalla prof.ssa Lorena Gava, storica dell’arte, ha scelto all’unanimità il progetto di quattro studenti dell’attuale 5^F, dal titolo “In viaggio per la Vittoria”, riconoscendo, al contempo il valore di molti altri progetti che potranno essere selezionati per decorare le sale d’attesa del reparto di oncologia. L’esecuzione delle opere è attualmente in fase conclusiva: gli allievi di pittura sono impegnati con gli ultimi ritocchi nella creazione di quattordici “finestre” che apriranno il corridoio del reparto ospedaliero alla bellezza del paesaggio italiano.

 

Ultimata la realizzazione delle “finestre”, gli studenti di grafica progetteranno il catalogo e la locandina. Nel giro di qualche settimana le opere saranno collocate in reparto oncologico e il 12 dicembre al teatro Da Ponte di Vittorio Veneto saranno premiati gli studenti vincitori del progetto che nella serata verrà presentato alla cittadinanza con la partecipazione di Edoardo Fainello dell’Accademia teatrale Lorenzo Da Ponte.

 

“Con questo progetto facciamo un ulteriore passo avanti sulla strada dell’umanizzazione dei nostri ospedali e, in particolar modo delle Unità Operative di Oncologie – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi -. Teniamo particolarmente a questo progetto per il fatto che a realizzarlo siano dei ragazzi: se per chi è malato l’arte può rappresentare un sollievo per l’anima, per i ragazzi venire a contatto e riflettere sulla malattia costituisce un’importante occasione di crescita”.

"Il Liceo Munari ha accolto con grande piacere l’opportunità offerta da questo progetto - spiega Franca Braido, dirigente dell’Istituto -. Gli studenti non sono stati impegnati in una semplice esercitazione didattica ma in una attività progettuale vera che vedrà i loro lavori inseriti in un reparto ospedaliero e visti da centinaia di persone. Si è scelto di rappresentare vari scorci d’Italia per permettere agli ospiti e ai loro familiari di vedere, ricordare, pensare a posti noti, visitati o meno e offrire così una sensazione di serenità e di evasione da tristi pensieri”.

 

“Il progetto – ricorda Fernando Gaion, presidente della Fondazione Altre Parole - nasce dall’importanza data all’aspetto dei luoghi di cura e ha visto gli studenti del Munari entrare nel reparto di oncologia, familiarizzare con i pazienti e, assieme a loro, decidere come poter rendere più belli e accoglienti gli ambienti. Gli studenti, avvicinandosi alle persone in cura, possono comprenderne le difficoltà e, al contempo, portare la leggerezza propria delle giovani generazioni. Dal canto loro i pazienti avvertono come più familiare l’ambiente ospedaliero, si sentono coinvolti e protagonisti, ritrovano energia nel contatto coi giovani studenti e, in un ambiente più bello e rilassante, vedono ridotto lo stress sia durante le cure che nella sala d’attesa”.

 

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