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28 novembre 2021

Conegliano

Artale racconta l'orrore dei lager

Incontro con gli studenti del Da Collo di Conegliano

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Artale racconta l'orrore dei lager

CONEGLIANO - Deportato e sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, Samuel Artale è stato protagonista, nei giorni scorsi, di un seguitissimo incontro con gli studenti delle classi terze Turismo e Liceo e la classe 4^D Turismo dell’Isiss “Da Collo” di Conegliano. Ai saluti del Dirigente Scolastico Vincenzo Gioffré e dell’Assessore Leopoldino Miorin, sono seguiti dei video preparati dagli studenti della 3^B Liceo e della 4^D Turismo, ad introdurre la riflessione.

 

Artale nasce il 22 marzo del 1937 a Rostock, in Germania. Vive fino all’età di 7 anni con la sua famiglia, quando il 13 aprile del 1944 i soldati tedeschi fanno irruzione nella loro casa e con violenza li fanno salire su un camion militare. Da quel giorno non avrebbe più rivisto la casa del nonno, la casa dei conti von Belskoj-Levy, questo il nome della famiglia.

 

Il racconto dei giorni nel lager è stato seguito con attenzione ed emozione dagli studenti: immagini di corpi che hanno perso le sembianze umane, racconti di violenza subita e praticata, sentimenti di odio e di vendetta che si sviluppavano all’interno del campo, l’oblio della realtà, della propria identità, persino del nome, tale è stato l’annientamento mentale e psicologico subito, anche per i sopravvissuti.

 

“Ciò che mi è rimasto davvero impresso è come nonostante queste «campagne di sensibilizzazione», certe atrocità si perpetuino costantemente, anche se non con le stesse modalità” ha commentato uno degli studenti, Silane Mounim, dopo l’incontro.  Mi ha lasciato davvero sbalordito  – ha aggiunto - come sia riuscito a superare un sentimento di odio mutandolo in amore nei confronti dei suoi familiari, grazie proprio al legame profondo con la moglie”. “La memoria è importante: avvenimenti come la Shoah devono essere ben incisi nelle menti, affinché niente di tutto ciò venga ripetuto. Penso che niente mi abbia mai colpito così tanto” ha sottolineato una studentessa, Alessia Silva. “L’aver incontrato e interloquito con una persona come Samuel ha lasciato un segno indelebile nel cuore e nell’anima”, ha aggiunto Beatrice Ghizzo

 


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