23 aprile 2021

Cronaca

Arpav commissariata: "La tutela ambientale non è una priorità per Zaia"

Il direttore Marchesi è stato nominato capo dell’area Tutela e Sviluppo del territorio della Regione

| Isabella Loschi |

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Arpav Veneto

 VENEZIA - Arpav di nuovo commissariata per l’improvviso cambio al vertice. Il direttore generale dell’agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambivalente del Veneto, Luca Marchesi, dopo un anno e quattro mesi alla guida dall’agenzia per la protezione ambientale, è stato nominato capo dell’area Tutela e Sviluppo del territorio della Regione del Veneto. Al momento resta come commissario straordinario per il periodo necessario alla nomina del nuovo direttore generale.

Una decisione che ha fatto infuriare il Pd Veneto che si dice “sbalordito dall’ennesimo cambio al vertice di Arpav”. “È la conferma che la tutela dell’ambiente non rappresenta una priorità per la Regione”, denuncia il gruppo consiliare. “Il commissario sarà lo stesso Marchesi: avremo un controllore-controllato, con una riduzione dell’autonomia dell’agenzia. Al momento dell’insediamento Marchesi aveva assicurato almeno un mandato completo, cinque anni, per lavorare alla ‘ricostruzione dell’immagine’ di Arpav e ora siamo di fronte a un potenziale conflitto di interessi”.

Oltre al possibile conflitto di interessi, il Pd esprime preoccupazione per il futuro della stessa agenzia: “Negli anni sono stati fatti tagli di risorse e personale, quando, vista la delicata situazione ambientale del Veneto, sarebbe invece necessario investire per aumentare i controlli e le altre attività di prevenzione”.

Anche per Europa Verde è “imbarazzante che il consiglio, si ritrovi oggi, poco dopo un anno,  a dover constatare, per l'ennesima volta, il commissariamento di questo importante strumento indipendente di tutela ambientale”. “Forse la Giunta regionale pensava che  l'ennesimo commissariamento sarebbe passato inosservato. Invece no - sottolinea Cristina Guarda - Ora dipendenti di Arpav si troveranno, ancora una volta, in un limbo nel quale è consentito lo svolgimento delle sole attività ordinarie, senza programmazione e senza un direttore generale”.

Per questo motivo la consigliera Guarda assieme ai colleghi Arturo Lorenzoni e Elena Ostanel, ho presentato una interrogazione, sottoscritta anche da Andrea Zanoni (Pd),  per chiedere conto di quanto accaduto e per avere garanzie sul futuro di Arpav.

 



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Isabella Loschi

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