05 maggio 2021

Oderzo Motta

Aree alluvionate: «A quando i lavori promessi nel 2012?»

Il cavalier Roberto Zanot, residente nella golena del Piave, si appella alle istituzioni: «Ci avevano parlato di lavori per la pulzia del Piave. Mai visti»

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Aree alluvionate: «A quando i lavori promessi nel 2012?»

PONTE DI PIAVE - La morbida dello scorso 5 novembre ha messo a dura prova, per l’ennesima volta, la pazienza degli abitanti dell’area golenale di Ponte di Piave.

 

In settimana duro sfogo di Roberto Zanot (che nella foto indica dov'è arrivata l'acqua, in giardino, l'ultima volta), residente nell’area golenale lungo il Piave, presidente del Comitato salvaguardia del Piave, ma in linea d’aria a un tiro di schioppo dal centro.

 

Dati alla mano, Zanot si appella alle istituzioni perché vengano effettuati i lavori promessi ancora due anni fa. «Parto da una considerazione molto semplice basata su dati oggettivi» dice Zanot.

 

«Nel 2002 la morbida fu misurata in mille metri cubi, e arrivò a 50 centimetri sotto l’argine di fronte al campo a casa mia. Nel 2013 la morbida fu di 700 metri cubi, ma l’acqua arrivò in giardino».

 

Per cui?

«Appare più che mai necessaria una pulizia di fondo del Piave, che tra l’altro ci era già stata promessa».

 

E quando?

«Nel novembre 2012. Noi abitanti della golena fummo convocati in comune dall’allora vicesindaco Luciano De Bianchi. C’era anche il responsabile del Genio Civile ingegner Lucchetta, che venne a verificare la situazione nel mio giardino».

 

Che vi dissero?

«Al termine di quell’incontro, subito dopo la morbida di quell’anno, ci dissero che sarebbero partiti i lavori di pulizia del Piave. Mi riferisco alla parte sud dei ponti, caratterizzata da un’ingente presenza di limo. La pulizia a nord è già iniziata, con l’asportazione di migliaia di metri cubi di ghiaia».

 

Poi che successe?

«A maggio 2013 venne un'altra morbida e a seguire un periodo di grossa siccità. Nemmeno in quel periodo i lavori che ci promisero non iniziarono. Ci dissero che i soldi c’erano, si parlò di un milione e 200.000 euro già a disposizione.  Ma di fatto non ci si è mossi».

 

E dunque?

«Siamo al 2014. Due settimane fa l’acqua mi arriva a pochi metri dall’abitazione, la casa di caccia è allagata con 55 centimetri, campi e giardino sono invasi dal limo. E sui giornali leggo ancora polemiche tra politici. La verità è che due anni dopo le promesse che ci fecero in quella riunione, qui a Ponte di Piave ancora non si è mosso nulla». 

 


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