22 settembre 2021

Treviso

Approvata riforma delle Ulss: in Veneto si passa da 21 a 9

26 voti favorevoli e 21 contrari. Per il PD "è mancato il confronto"

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Approvata riforma delle Ulss: in Veneto si passa da 21 a 9

VENEZIA - Con 26 voti favorevoli e 21 contrari, nessun astenuto, il Consiglio regionale ha approvato l'emendamento con cui la Regione Veneto passa da 21 a 9 Ulss.

L'emendamento fissa in nove le nuove Ulss in cui verrà riorganizzata la sanità veneta, una per provincia a cui s'aggiunge l'Ulss Pedemontana che farà capo a Bassano nonché l'Ulss del Veneto orientale che graviterà nell'area di San Donà, Portogruaro, Jesolo.

 

Subito dopo la votazione che ha stabilito le nuove 9 Ulss, il presidente Ciambetti ha sospeso la seduta, la 33esima dedicata a questo Pdl. Per dare modo agli uffici di verificare l'ammissibilità delle decine e decine di emendamenti ulteriormente presentati dai consiglieri regionali sui rimanenti articoli della legge di riordino della sanità veneta, la conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari ha previsto le nuove sedute del Consiglio regionale per martedì 11 e mercoledì 12 ottobre con inizio lavori alle 9.30 per la prosecuzione del dibattito.

 

 "Ringrazio i consiglieri della maggioranza per la determinazione, la tenacia e il senso del dovere dimostrato nel portare avanti una parte fondamentale della riforma della sanità veneta come l'individuazione del numero delle Usl", è stato il commentao del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Il voto - aggiunge Zaia - è il frutto di una discussione approfondita nella quale è stato lasciato ampissimo margine all'opposizione. Com'è giusto in democrazia, però, chi ha ricevuto dai veneti il mandato di governare aveva e ha il diritto-dovere di fare delle scelte, portando avanti le riforme promesse nonostante l'ostruzionismo". "Sono grato dunque a questa squadra di maggioranza - prosegue - che mi segue fin dal primo giorno di legislatura, e che ha portato a termine un percorso faticoso, confermando le nove Usl nelle quali operano già i direttori generali titolari". "Manca ora - conclude Zaia - una parte non meno importante relativa all'intero provvedimento. Mi auguro che, pur attraverso un doveroso e approfondito dibattito, si arrivi più presto al voto, perché la sanità veneta e i veneti hanno bisogno di questa riforma".

 

 

I consiglieri regionali di opposizione hanno votato contro l'approvazione "in quanto l'articolo è stato modificato senza aprire un doveroso confronto con la minoranza e la riorganizzazione delle ULSS non si basa su criteri oggettivi ma solo politici". "Una maggioranza forte - sottolinea la capogruppo del Partito Democratico Alessandra Moretti- non ha bisogno di forzature regolamentari e di assumere atteggiamenti poco democratici, vanificando così il diritto - dovere della minoranza di fornire il proprio apporto in aula". "Tuttavia - afferma il consigliere Pd - questo atteggiamento della maggioranza ha unito tutte le forze di opposizione, che negli ultimi mesi hanno lavorato per la definizione di criteri oggettivi relativamente al numero delle ULSS, nell'interesse esclusivo dei cittadini veneti".

 

Per Cristina Guarda (Pd) "la minoranza ha contribuito a migliorare la prima parte, soprattutto in relazione al piano di riduzione delle liste di attesa e all'assistenza sanitaria intermedia". "Non è avvenuto alcun confronto - sottolinea il vicepresidente Bruno Pigozzo (Pd) - che avrebbe portato ad un miglioramento della riforma sanitaria sotto il profilo della coerenza; pertanto, ne denunceremo gli aspetti illegittimi, non solo in aula ma anche pubblicamente". Per Claudio Sinigaglia (Pd) "le nove ULSS rappresentano una scelta incomprensibile, mentre i criteri proposti dall'opposizione volevano restituire un ruolo importante ai Sindaci, rappresentanti dei territori, per offrire pari opportunità a tutti i cittadini". Ruzzante (PD) "Non si è mai potuto votare sulle sette ULSS, una per provincia, quindi secondo un criterio oggettivo".

 

I consiglieri regionali Tosiani si rammaricano "in quanto la scelta delle nove ULSS è basata solo su motivazioni politiche, per garantire un equilibrio all'interno della maggioranza, senza tutelare i cittadini". Per Andrea Bassi (Lista Tosi) "Non siamo davanti ad un emendamento canguro. A me viene da pensare, piuttosto, ad un maiale visto che questa è stata una porcata ai danni dei veneti". Secondo Maurizio Conte, (Lista Tosi) "Non presentandosi in aula, il Governatore Zaia non ha voluto assumersi la responsabilità politica di una riforma che avrà effetti negativi sulla Sanità regionale". Zorzato (Area Popolare) solleva invece un problema metodologico, visto che "è stato stralciato il regolamento, perché non si è mai visto che la maggioranza scelga quale emendamento votare, solo per una scelta politica".

Per i consiglieri M5S è avvenuta "una spartizione politica sulla pelle dei veneti". Secondo la maggioranza, invece "premettendo che qualsiasi normativa è perfettibile, tuttavia con il voto di oggi si è voluto superare un ostruzionismo fine a se stesso, non costruttivo, assunto dalla minoranza". Per Marino Finozzi (Lega Nord) "l'equilibrio di bilancio è stato preservato con l'approvazione dell'articolo 12, ed è stata assicurata la necessaria copertura finanziaria". "La riorganizzazione territoriale delle ULSS - dichiara Nicola Finco (Lista Zaia) - porta ad un livello di eccellenza la sanità veneta e il numero di nove Aziende sanitarie è stato voluto dal governatore".

 


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