07 marzo 2021

Treviso

Approvata la riforma della scuola

La valutazione di Floriana Casellato

| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

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Approvata la riforma della scuola

TREVISO - A mezzogiorno, dopo il lungo dibattito, spesso ideologizzato, come è apparso dalla diretta televisiva della Camera, finalmente è stata approvata la riforma della scuola, dopo decenni di tentativi miseramente naufragati.

 

Abbiamo chiesto il parere all'on.le Floriana Casellato, insegnante in aspettativa.

“Mentre era in discussione alla Camera il testo modificato al Senato del ddl Buona Scuola, con alcuni parlamentari, insieme al collega Luigi Berlinguer, abbiamo illustrato i punti principali, cercando di valorizzare gli aspetti positivi della legge.

Perché il voto di oggi è solo l'inizio e non la fine di una lavoro e di un attenzione verso il mondo della scuola.

In Aula si sono sprecati attacchi personali, violenti e ingiustificabili, alimentando paure e falsi pregiudizi.

Noi abbiamo provato ad alzare il livello della riflessione, a costruire futuro.

In questa legge, che non è una vera riforma ma l’introduzione di alcuni importanti cambiamenti, ci sono opportunità, risorse, potenzialità che senza l'impegno di tutti rischiamo di non cogliere in pieno".

 

Alla conclusione dell'esame degli emendamenti, sono stati accolti dal Governo 3 ordini del giorno, di cui Casellato è co-firmataria.

Essi prevedono:

- ulteriore stabilizzazione di insegnanti precari, valorizzando nelle selezioni il lavoro svolto sul campo;

- coinvolgimento di insegnanti e sindacati nella fissazione delle linee guida per l'assegnazione delle risorse premiali per i docenti;

- criteri oggettivi per la selezione degli insegnanti, a partire dalle competenze richieste dalla scuola.

 

Secondo la parlamentare ora tocca agli insegnanti stessi diventare i veri protagonisti, applicando i cambiamenti e indicando quegli elementi, che possano modificare il provvedimento, attraverso i decreti attuativi.

Questa la conclusione: "La sfida, oggi, in una scuola che è cambiata negli ultimi 20 anni, con dinamiche internazionali, nuovi risvolti europei, una cultura multietnica, è quella di passare da un impianto trasmissivo del sapere (gli alunni non sono contenitori da riempire di nozioni) ad un impianto educativo partecipato che coinvolge attivamente l'alunno, con l'obiettivo di costruire i cittadini del domani, nell'ottica di un nuovo umanesimo.

Mi permetto di ricordare, anche a me stessa da insegnante, e ai miei colleghi, un particolare fondamentale, ovvero che il successo formativo di un alunno dipende da tre fattori, nell’ordine: la personalità del docente, il clima che si instaura in classe, i contenuti trasmessi.

Quindi c’è ancora tanto lavoro da fare, a partire da noi operatori della scuola, per cambiare approccio nel complesso mondo scolastico.”

 


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Pietro Panzarino - Vicedirettore

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