15 agosto 2020

Castelfranco

Truffati nel parcheggio dell'ospedale di Castelfranco

Vittime della truffa, due amici pensionati di un paese della Pedemontana

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Vestiti della truffa

CASTELFRANCO - Un'altra truffa ai danni di anziani: e' successo oggi, nel parcheggio dell'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto. La tecnica della truffa, studiata nei minimi dettagli, è adatta al periodo Covid: nessun abbraccio, ma una ricostruzione apparentemente perfetta di un rapporto di conoscenza, tale da non lasciar dubbi, almeno al momento e convincere l'anziano ad abbassare le difese. Il risultato è il portafoglio svuotato, ma soprattutto l'amarezza di essere stato fregato e una sensazione di vulnerabilità che non abbandona.

Vittime della truffa, due amici pensionati di un paese limitrofo, ultraottantenni, all'ospedale per una visita medica. Un giovanotto di bella presenza, affabile e sicuro, accosta la loro auto, attende qualche minuto, il tempo di carpire i nomi, e si avvicina. "Mi ha chiamato per nome, mi ha parlato come se mi conoscesse da sempre e io ho pensato ad un mio alunno." racconta, da qualche anno in pensione, dopo una vita lavorativa nel terzo settore. Il ragazzo racconta di aver trovato lavoro a Parigi, per un noto marchio di alta moda e mostra in effetti alcune giacche di alta sartoria.

Una storia credibile: tanto che quando il mariuolo chiede all'anziano un biglietto da visita, qussti gli apre il portafogli. Un'azione improvvida perché l'altro, svelto, afferra i soldi e lascia i vestiti. Un attimo di smarrimento di troppo: il portafogli è vuoto e il truffatore volatilizzato. "Nel portafoglio anche i soldi del mio amico che aveva appena fatto bancomat e non si fidava a portare il portafoglio in ospedale." conclude con amarezza. "Continuo a chiedermi come ho potuto essere così sprovveduto. L'episodio non sembra essere l'unico di questo genere, all'esterno dell'ospedale, anche se per fortuna con esiti ben diversi dal nostro. Proprio in un luogo dove le persone sono più fragili." Rimangono i vestiti, di marca, che sono stati portati in caserma e una denuncia ai carabinieri, assieme all'invito di prestare massima attenzione.

 


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Maria Elena Tonin

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