28 maggio 2020

Treviso

ANTIECONOMICO TRASFERIRE LA CAMERA DI COMMERCIO

Lo pensano i dipendenti dell’Ente di piazza Borsa. Sostengono anche che col trasferimento peggioreranno le condizioni di lavoro

| Laura Tuveri | commenti |

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TREVISO - In questo momento di crisi, è proprio il caso di sostenere spese milionarie per la nuova sede della Camera di Commercio? Se lo chiedono i lavoratori della Camera di Commercio che da sempre sono stati contrari al trasferimento della sede camerale nell’area Appiani, ovvero nella Cittadella delle istituzioni voluta dalla Fondazione Cassamarca. Per almeno due motivi.

Il primo luogo perché il trasferimento rappresenterà un peggioramento delle condizioni complessive di lavoro, ma soprattutto perché hanno sempre ritenuto “illusorio” l’annuncio di un trasferimento a “costo zero”. “Dagli atti ufficiali, infatti, non si poteva non leggere la previsione di spese milionarie per completare il trasferimento e rendere funzionanti i nuovi uffici” spiega una nota delle rappresentanze sindacali.

Si parla di un’operazione che verrebbe a costare 5 milioni di euro, una cifra probabilmente per difetto secondo i dipendenti. Per questi motivi i lavoratori dell’ente camerale tramite un comunicato stampa chiedono agli imprenditori trevigiani se in questo particolare momento di crisi con imprese sono costrette a chiudere, lavoratori in cassa integrazione o, peggio, licenziati, nel quale ci sarebbe bisogno di tutte le risorse possibili per ripartire, è proprio il caso di sprecare almeno 5 milioni di euro del loro diritto annuale per il trasferimento della Camera di Commercio.

Non servirebbe a niente e a nessuno, sostengono le Rsu, dal momento che l’idea che gli enti pubblici devono essere tutti vicini poteva andar bene 10 anni fa, ma non certo ora, dato che la normativa obbliga gli imprenditori a rapportarsi con l’ente camerale esclusivamente in maniera telematica

I sindacati ribadiscono, inoltre: “La mission dell’ente camerale è lo sviluppo dell’economia locale, e bene fa il presidente Tognana a ricordarlo, anche in occasione della 9^ Giornata dell’Economia dello scorso 6 maggio. Come si può, allora, decidere la riduzione del contributo al corso di laurea in Design della moda, in nome di un maggiore impegno economico verso il mondo delle imprese, e contemporaneamente riservare una così cospicua fetta del bilancio camerale in altra direzione?”.

Secondo le rappresentanze sindacali, inoltre, non sarebbe nemmeno vera la tesi che l’edificio di piazza Borsa sta cadendo a pezzi. “Avrebbe solo bisogno di una buona sistemata, necessaria anche perché in questi ultimi 5 anni si è scelto di non fare più una seria manutenzione. Sistemiamo quel che c’è da sistemare, ma aiutiamo le imprese ad uscire dalla crisi”. I lavoratori della Camera di Commercio invitano gli imprenditori a farsi sentire tramite i loro rappresentanti di categoria, che peraltro siedono nella Giunta camerale e quindi reggono direttamente le sorti dell’ente camerale, affinché venga presa l’unica decisione possibile, ovvero quella di abbandonare l’idea del trasferimento, investendo le risorse camerali per risollevare l’economia.

 



Laura Tuveri

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