30 settembre 2020

Ansia e Panico: scosse divine.

Categoria: Scienze e tecnologie - Tags: psicologia, psicoterapia, panico, ansia, Mitologia, fiaba, divino

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Roberto Lucchetta | commenti |

Oggi viviamo in un’epoca per molti versi superficiale, dove tutto passa in un attimo. E tanto più usiamo la razionalità, tanto più andiamo a collocarci nello strato superficiale delle cose, attaccati alla nostra identità, al nostro Io, strenuamente abbarbicati al nostro impero di egoismi, presunzioni e piccole cose. Ma è proprio qui che l’ansia vuole arrivare, ad eliminare ciò che è morto, a soffiar via, come il vento, le foglie secche e ritrovare quel respiro che ci anima.

 

Ansia deriva dal latino angere, opprimere, chiudere alla gola: ecco il sintomo di quando ci si sente soffocare, un nodo alla gola che blocca il passaggio di quel ponte tra le nostre risorse profonde e la testa, rinchiudendoci nella prigione del mentale. L’ansia ci fa soffrire ma ci vuole riportare anche a contatto con noi stessi, a rompere gli schemi. Vuole spingere l’individuo alla ricerca dell’equilibrio tra le richieste dell’ambiente esterno e le risorse del mondo interno. Dietro l’ansia è nascosta la vita.

 

Anche l’Attacco di Panico rappresenta una protesta contro l’equilibrio che forzatamente è stato creato, ma che non corrisponde alla vera essenza. Il cuore che batte all’impazzata, la testa che gira, il respiro che sembra bloccato sembrano rappresentare un simbolico invito a “morire” per poi “rinascere”, finalmente liberi, finalmente disposti a riconoscere e a vivere le proprie emozioni.

 

Spesso i più fragili sono proprio i duri, chi ostenta personalità, determinazione e, nei rapporti di coppia, il dominio sul partner. Smarrendo il senso della misura, ansie e paure cessano di proteggerci e si trasformano, da stati d’animo equilibratori del nostro benessere, in fobie ed alterazioni mentali croniche, dando via libera alle ondate di panico.

 

Quando mettiamo in atto dei comportamenti anti-vitali arrivano i “nostri dei” a salvarci, forze universali che ci abitano. Ecco allora le scosse divine che cercano di creare un varco mettendo in discussione uno stile di vita in cui manca il soffio vitale.

 

Imparando ad abbandonarsi, qualcosa ci calma. Voci segrete profonde, inconsce, che ci vogliono disincagliare da un’acqua troppo stagnante. Inutile combatterle, sono più forti di noi. Un uomo non può vincere contro un dio. Come all’origine di tutto, immergiamoci in quei mari apparentemente privi di vita ma in cui la vita già si celava. Bisognava solo aspettare di sentire nascere la voce della Terra.

 

Nella mia esperienza di psicoterapeuta non ho mai visto un disagio scomparire lottandoci contro. Mai. O una cura farmacologica far sparire il problema. Ho visto solo gente più sedata, ingrassata, sconfitta e straniera a se stessa. La paura è di essere diversi dagli altri, di non appartenere alle regole della nostra categoria, del nostro ambiente, del nostro ceto…e allora, meglio matti che in catene! Il messaggio è un grido di ribellione a scelte di vita, a modi di essere che soffocano i nostri desideri più intimi. È il nostro modo di resistere al diventare il modello esterno che la società vuole. E così l’anima trasgredisce, piuttosto che somigliare alla banalità in cui vorremmo rifugiarci, in cui si spegne la nostra identità segreta.

 

Come potrebbe la nostra creatività trovare spazio in una mente troppo chiusa e razionale? I disagi servono a mettere in discussione la nostra vita, cosa che troppo poco spesso ci capita. Dovremmo ringraziarli. Servono ad ascoltarci, percepirci, a rivolgere i sensi al nostro interno, alla sorgente purificatrice del nostro Sé nascosto. Le nostre paure nascono dal desiderio di non diventare come tutti gli altri, di non appartenere al branco, dal voler essere egregi (da ex-gregis, cioè fuori dal gregge).

 

Abbiamo un’unica freccia al nostro arco: fuggire i cliché e ritrovare il valore soggettivo delle cose. Il primo passo è riscoprire il saper dire “no”…



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Roberto Lucchetta

Dott. Roberto Lucchetta
Psicologo - Psicoterapeuta - Psicosomatista
Via M. Bertuol, 1
31020 - Frescada di Preganziol (Tv)


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