04 agosto 2020

Vittorio Veneto

Anpi in piazza contro CasaPound

A pochi metri, inaugurata la prima sede provinciale del partito di estrema destra

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Anpi in piazza contro CasaPound

VITTORIO VENETO – “Organizzazioni come CasaPound impediscono oggi la libertà di pensiero” ha dichiarato al microfono in piazza del Popolo Giuliano Vernier, presidente Anpi Treviso. “Noi siamo per il diritto di parola e per la libertà di pensiero di tutti” gli ha replicato Andrea De Bortoli, coordinatore provinciale di CasaPound.

 

In piazza del Popolo, sfidando il freddo, a partire dalle 16 di oggi, sabato, circa 150 persone hanno partecipato al “presidio antifascista” promosso da Anpi Vittorio Veneto contro l’apertura, in città, della prima sede provinciale di CasaPound, ribattezzata “Il tumulto”. Vari gli striscioni issati in piazza, mentre i partecipanti riuniti attorno ad un gazebo, sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine, hanno ascoltato le varie persone che hanno preso la parola, dalla presidente dell’Anpi Vittorio Veneto Chiara Marangon al sindaco Roberto Tonon.

 

“Ricordo – ha detto il sindaco - che la nostra città è medaglia d’oro e io sono orgoglioso di rappresentarla. Qualcuno sui social ha scritto che il sindaco ha concesso la strada a qualcuno un po’ più in giù, in via Manin. È stata approvata una mozione in consiglio di chiara matrice antifascista che impegna l’amministrazione a non concedere spazi a chi non si riconosce in questi principi. La strada è chiusa perché Questura e Prefettura per sicurezza lo hanno ritenuto doveroso. La strada non è stata concessa, né mai sarebbe stata concessa”.

 

Oltre al sindaco erano presenti il vicesindaco Alessandro Turchetto, l’assessore Barbara De Nardi e il presidente del consiglio Silvano Tocchet. “Credo che il 99,9% della nostra città è su questa linea – ha aggiunto Tonon rivolto a tutti i presenti in piazza -. Grazie per aver fatto nel medesimo momento questo presidio: rimaniamo sempre e comunque democratici e antifascisti”. A più voci, l’Anpi ha chiesto il rispetto della Costituzione e la sua applicazione affinché i “nuovi fascismi” non abbiano futuro.

(in foto più sopra un momento della manifestazione dell'Anpi, qui un momento dell'inaugurazione della sede di CasaPound)

 

A poche centinaia di metri, in una via Manin blindata fin dalle 8 del mattino, davanti al civico 118 dalle 17 si sono dati appuntamento militanti e simpatizzanti di CasaPound per l’apertura della sede “Il tumulto” sempre sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine. Per sconfiggere il freddo, gli organizzatori avevano anche allestito un ristoro con bevande calde.

 

“Per noi quello di oggi, più che un traguardo, è un punto di partenza perché d’ora in poi la nostra attività sul territorio potrà essere fatta in modo migliore – ha spiegato Andrea De Bortoli, coordinatore provinciale di CasaPound -. Ad esempio già consegniamo, e da tempi non sospetti, ogni mese pacchi alimentari ad una decina di famiglie della zona. Ora questo servizio potrà essere più strutturato”. E a chi ha fatto presente che in questa via un tempo si trovava il ghetto ebraico, ha replicato: “Ci troviamo in una strada in cui risiedono diversi immigrati e nessuno di loro è mai stato discriminato da noi. Abbiamo scelto via Manin per la sua posizione e per il fatto che l’affitto di questo spazio era alla nostra portata”.

 

“Questa è la sesta sede che apriamo in Veneto” ha precisato Carlo Cardona, coordinatore regionale di CasaPound, preannunciando che il partito lavorerà per le amministrative 2019: “Sentirete parlare di noi. Il nostro obiettivo è portare in consiglio comunale le battaglie di CasaPound come l’affermazione del principio di italianità e di giustizia sociale”.

 

E a chi ricorda loro che questa è una città medaglia d’oro alla Resistenza, il presidente nazionale Gianluca Iannone ha detto: “Per noi è la città della Vittoria e questa sede arriva cento anni dopo. È la sede 130 in Italia, tutte autofinanziate. Questa sede è un valore aggiunto per la città, perché può diventare un centro di assistenza fiscale, legale, sede per la nostra protezione civile e per il nostro gruppo di medici che offre servizi agli italiani poveri. Noi diciamo prima i nostri simili, poi gli altri”.

 


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Claudia Borsoi

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