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09 agosto 2022

Vittorio Veneto

Ancora polemica sull'ospedale di Vittorio Veneto: "Deve restare una struttura generalista per acuti"

Rinascita Civica-Partecipare Vittorio controreplica all’Ulss 2

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ospedale vittorio veneto

VITTORIO VENETO - Rinascita Civica-Partecipare Vittorio controreplica all’Ulss 2. Oggi il gruppo di opposizione vittoriese ha diramato un’altra nota sull’ospedale di Costa, rispondendo alla replica dell’azienda sanitaria. Pubblichiamo qui sotto il comunicato diffuso dalla civica.

 

Ricordiamo che il punto centrale del nostro incontro è stato l'affermazione della necessità di mantenere e rafforzare il nostro ospedale come struttura generalista per acuti, dove funzionano al meglio i reparti di base, come chirurgia, medicina, ortopedia-traumatologia, ostetricia-ginecologia, terapia intensiva, evitando il rischio che sia ridotto a esercitare funzioni per non acuti (riabilitazione, ambulatori, interventi programmati, ospedale di comunità...).

 

Osserviamo che la risposta dell'Ulss purtroppo conferma le preoccupazioni, in quanto:

1) sono per non acuti, in quanto programmati, gli interventi chirurgici con degenza al massimo settimanale annunciati dall'Ulss. Tralasciando le perplessità sul fatto che pazienti e equipe specialistiche debbano muoversi da tutta la provincia per venire a Vittorio, ci aspettiamo che l'Ulss si impegni a realizzare queste attività in più e non al posto delle attività sanitarie di base sopra indicate e a porsi come obiettivo principale il rafforzamento e la qualificazione di queste ultime.

 

2) l'Ulss afferma con entusiasmo che Vittorio manterrà un "ruolo strategico" come ospedale Covid, e che quindi sarà possibile che le attività sanitarie ordinarie vengano di nuovo chiuse o fortemente limitate. Vada a chiedere ai sanitari se sono contenti dei ritmi di lavoro scaricati sulle loro spalle e della perdita di prestigio e di attrattività della struttura. Chieda anche ai cittadini se hanno apprezzato la chiusura del punto nascite e i disservizi che hanno investito non solo il Vittoriese, ma l'intera Ulss, in termini di sovraffollamento, trasferimenti, rinvio di ricoveri, visite, esami, costringendoli a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure. Viene confermata quindi l'incapacità della Regione di progettare soluzioni permanenti e strutturali alla presente e alle future pandemie.

 

3) Attendiamo spiegazioni sui vantaggi per i malati derivanti dall'insediamento del "polo logistico" della Farmacia a Vittorio e su come esso rafforzi la funzione per acuti del nostro ospedale.

 

- Accogliamo positivamente la conferma dei nuovi posti di Terapia intensiva (4 o 6?), ma, visto che si tratta dell'ennesimo annuncio, aspettiamo l' effettiva realizzazione, come pure quella della chirurgia maxillo-facciale.

- Per quanto riguarda gli interventi antisismici, osserviamo che sono stati fatti (non solo a Vittorio) per obbligo di legge.

- In merito all'ospedale "a due gambe", concordiamo sulla distribuzione tra i due ospedali delle specialità (come peraltro già fatto in passato), ma non sulla divisione delle funzioni, per cui a Conegliano dovrebbero andare i malati acuti, e a Vittorio quelli non acuti : il trasferimento a Conegliano di Traumatologia e, nei fatti, anche di ortopedia, è per noi un allarmante esempio di quello che non va fatto.

- Riguardo alla carenza di specialisti, l'Ulss chieda non a noi, ma alla Regione, di cui è braccio operativo, di chi è la responsabilità se non ne trova di disponibili. Chieda perché per anni, insieme allo Stato, ha programmato un numero di borse di specializzazione inferiore a quello dei laureati e insufficiente anche a garantire il turn-over; perché non ha usato il fondo integrativo per aumentare le retribuzioni e perché da un ventennio sta tagliando personale e strutture, causando condizioni di lavoro insostenibili e la "fuga" dei dipendenti verso il lavoro autonomo o il privato.

 

Per quanto riguarda la questione della progressiva privatizzazione della sanità, ci limitiamo a citare i dati di un'inchiesta pubblicati lo scorso 10 febbraio: tra il 2011 e il 2021 le strutture sanitarie private nella Marca (centri medici, poliambulatori, laboratori di analisi...) sono aumentate da 38 a 138 arrivando (nel 2019) a un fatturato di 60 milioni di euro. La stampa locale testimonia ormai quasi settimanalmente l'apertura di nuove strutture sanitarie private, l'incremento del giro di affari e nuovi investimenti nel settore. Dubitiamo che gli imprenditori privati aumentino il loro impegno economico in questo ambito senza ottenere adeguati profitti.

 

Rinascita Civica-Partecipare Vittorio

 



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