27 settembre 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

"Amianto e rischio sismico" per il nuovo deposito comunale di Cison

La denuncia di "Laboratorio Cison", pronto a dare battaglia in consiglio comunale

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

CISON DI VALMARINO - Il comune vuole acquistare un capannone (per ora) inutilizzabile, coperto d’amianto e a rischio sismico (nella foto). E’ l’accusa mossa all’amministrazione da parte del gruppo di minoranza “Laboratorio Cison”, pronto a dare battaglia sulla manovra decisa dalla giunta che verrà discussa domani sera in consiglio comunale.

 

Si tratta di “un capannone costituito da due entità immobiliari contigue nella zona industriale di Talponè” spiegano dall’opposizione: i due stabili dovrebbero ospitare il deposito e il sito logistico della protezione civile e della pro loco di Cison.

 

“Tuttavia non si trovano nelle condizioni di essere immediatamente utilizzati – prosegue la minoranza - In particolare sia il manto di copertura, sia il controsoffitto di entrambi i corpi di fabbrica e delle tettoie sono in lastre di fibrocemento tipo “eternit” con presenza di amianto. Seppure in buone condizioni, questi elementi sono soggetti a crollo per frattura fragile delle lastre di fibrocemento per le deformazioni e gli spostamenti dovuti ad eventuali eventi sismici.

 

Allo stato attuale dei luoghi non si potrà depositare in essi nulla che debba essere utilizzato in caso di emergenza dopo un sisma, né si può immaginare di ammassare soccorsi nei casi di emergenza sottoponendoli ad un alto rischio per la salute”.

 

Il complesso è stato inoltre costruito prima dell’inserimento del comune cisonese nella zona sismica, motivo per il quale, come richiede la legge, dovrà essere valutata la sua tenuta in termini di risposta ad un eventuale terremoto.

 

Oltre ai problemi legati alla sicurezza e alla salute, “Laboratorio Cison” ha valutato anche l’impatto economico dell’acquisto del capannone: “Si renderebbero necessarie, subito dopo l’acquisto, la bonifica del sito con la rimozione delle lastre di amianto da parte di ditte specializzate, la realizzazione di una nuova copertura e la verifica statica e sismica delle strutture”.

 

Si parte da una base d’asta di 295mila euro, ed il comune si è dichiarato disponibile a spendere fino a 354mila euro, cifra che salirebbe a 400mila considerando le spese legali.

 

“Abbiamo calcolato che tale operazione, senza contare il probabile adeguamento sismico, porterebbe la spesa ad aumentare di circa il 40% rispetto alla base d’asta, e comunque del 20% in più rispetto alla cifra che il Comune è disposto a spendere” prosegue la minoranza, che consiglierebbe di aspettare il ribasso d’asta con la seconda gara per l’aggiudicazione.

 



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Roberto Silvestrin

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