26 maggio 2020

Ambiente

Ambiente, archiviate 2 procedure d'infrazione Ue all'Italia.

| AdnKronos | commenti |

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Ambiente, archiviate 2 procedure d'infrazione Ue all'Italia.

Roma, 31 mar. - (Adnkronos) - Domani saranno archiviate due procedure d’infrazione Ue che pendevano sul nostro Paese e che riguardavano le pile esauste e i prodotti fitosanitari. Le due procedure di infrazione archiviate sono relative alla mancata ottemperanza degli obblighi previsti dalla direttiva europea sui rifiuti di pile (2019/2261) e la mancata indicazione degli indicatori di rischio armonizzati rispetto alle quantità di sostanze attive immesse nel mercato nei prodotti fitosanitari secondo quanto previsto dalla direttiva europea n. 2019/782 (2019/330).

La prima procedura d'infrazione relativa alla mancata presentazione dei rapporti per il 2017 sui livelli di riciclaggio raggiunti per le pile esauste è stata superata grazie alla tempestiva trasmissione dei dati forniti da Ispra alla Commissione europea a fine 2019.

La seconda procedura d'infrazione è stata archiviata in seguito all'adozione del decreto ministeriale del 7 novembre 2019 che ha modificato gli allegati del decreto legislativo n. 150 del 2012, individuando così gli indicatori di rischio armonizzati e dando piena attuazione alla direttiva europea n. 2019/782. L’atto di archiviazione delle due procedure sarà formalizzato domani, mercoledì 1 aprile 2020, dal Collegio dei Commissari europei.

“Le emergenze ambientali non si fermano e non può fermarsi neanche l’attività del nostro ministero - commenta il ministro dell'Ambiente Sergio Costa - tant’è che domani saranno archiviate non una ma ben due procedure d’infrazione che pendevano sul nostro Paese e che riguardavano le pile esauste e i prodotti fitosanitari. Le due procedure, che come ministero dell'Ambiente in coordinamento con la Struttura di missione per le procedure di infrazione della Presidenza del Consiglio, siamo riusciti a far archiviare prima ancora di un ricorso in Corte di giustizia, evitano all’Italia possibili aggravi del contenzioso che avrebbero potuto comportare sanzioni economiche rilevanti”.

 



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