22 ottobre 2021

Treviso

Amazon, nuovi depositi Amazon nella Marca, Conte: "Serve un dialogo condiviso che coinvolga tutti gli attori del territorio"

Zorzi ( Pd): "Tanto precariato e pochi vantaggi al territorio"

| Isabella Loschi |

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Amazon roncade

TREVISO - “Da questo momento siamo ufficialmente a disposizione per costituire una squadra, che vada oltre le contrapposizioni politiche, per far sì che le regole siano cambiate alla radice. Comincia un percorso di lavoro e negoziazione per una profonda riforma dei rapporti fra enti locali ed Amazon, e fra Amazon e consumatori e lavoratori".

Queste le parole del presidente Anci, l’associazione dei Comuni del Veneto, Mario Conte e sindaco di Treviso, intervento al convegno della presentazione dello studio svolto dall'ente bilaterale Ebicom di Treviso sull'impatto del futuro polo di distribuzione della multinazionale a Roncade.

"Rispetto ad Amazon - ha aggiunto Conte - "i sindaci hanno strumenti molto limitati, possono al massimo chiedere se si può aprire un tavolo di negoziazione perché dalla sua parte Amazon ha una tutela legale che consente alla società di fare ciò che vuole". Per trasformare una "gentile concessione" in un “obbligo normativo”, ha concluso Conte, "occorre che i sindaci inizino davvero a fare squadra fra loro e gli altri enti locali, a cominciare dalla Regione".

Esprime preoccupazione per i dati emersi sul numero di posti di lavoro e il tipo di occupazione che andrebbe a creare il nuovo polo, il segretario provinciale del Partito Democratico di Treviso, Giovanni Zorzi, tra i presenti a Ca’ dei Carraresi. “Lo studio condotto dal professor Alessandro Minello non fa che confermare le nostre preoccupazioni: l’insediamento di Amazon nel nostro territorio porterà a posti di lavoro precari, poco qualificati e poco retribuiti – afferma Zorzi -. Questi i dati più eloquenti su cui è urgente una riflessione: tra i lavoratori assunti nel polo di Roncade si calcola che l’80% sarà inquadrato con contratti precari e per svolgere mansioni poco qualificate e solo il 20% dei lavoratori proverrà da Roncade e dai comuni contermini”.

“Non ci siamo - continua Zorzi - bisogna ripartire dal lavoro, costruendo però prospettive certe di dignità e sicurezza, soprattutto per i giovani, le donne e i lavoratori più vulnerabili. Questa provincia ha già dato: con 1.000 giovani trevigiani all’anno che se ne vanno via, con 6.000 posti di lavoro persi nel solo 2020 e con un ridimensionamento evidente dei salari.

“Vale la pena sacrificare ettari di terreno fertile per poli logistici che rovinano il nostro paesaggio, occupano il poco suolo libero rimasto, mettono in crisi il piccolo commercio e creano solo precariato?”, aggiunge Matteo Favero, responsabile provinciale ambiente.

 

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