22 ottobre 2021

Treviso

Allarme smog: Treviso quinta città più inquinata d'Italia

Il report di Legambiente: nel 2020 il capoluogo trevigiano ha registrato sforamenti dei livelli di Pm10 per 80 giorni

| Isabella Loschi |

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smog treviso

TREVISO - L’emergenza smog nel capoluogo trevigiano non si arresta. Nonostante la pandemia, il bilancio del report annuale “Mal’aria di città 2021” di Legambiente sui capoluoghi di provincia italiani e veneti è preoccupante: Treviso nel 2020 per ben 80 giorni ha registrato sforamenti dei livelli di Pm10, superando i limiti stabiliti dalla legge per la concentrazione giornaliera di polveri sottili (Pm10).

Con questi pessimi dati Treviso si posiziona al quinto posto nella classifica di Legambiente, superando anche Milano, sesta, con 79 giorni di sforamenti dei livelli di polveri sottili. E il dato che salta all’occhio è che nelle prime 5 posizioni, quattro sono occupate dai capoluoghi della nostra regione: Venezia al secondo posto con 88 giorni di sforamenti, seguono Padova (84 sforamenti), Rovigo (83 sforamenti) e Treviso. Vicenza e Verona si trovano rispettivamente all’11esimo e al 13esimo posto. Al primo posto c’è Torino con ben 98 giorni oltre i limiti di legge. Sui 96 capoluoghi di provincia analizzati da Legambiente nel 2020 ben 35 sono andati oltre i limiti stabiliti dalla legge.

“Si tratta comunque di un’emergenza che colpisce tutta Italia - osserva Legambiente del trevigiano Piavenire e Treviso-Icaro - Ogni anno nella Penisola, stando ai dati dell’EEA, sono oltre 50mila le morti premature dovute all’esposizione eccessiva ad inquinanti atmosferici come le polveri sottili (in particolare il Pm2,5), gli ossidi di azoto (in particolare l’NO2) e l’ozono troposferico (O3)”. “L’inquinamento atmosferico è un problema complesso che dipende da molteplici fattori come il traffico, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e l’industria in primis. Una questione che non può essere affrontata in maniera estemporanea ed emergenziale, come fatto fino ad oggi dal nostro Paese che purtroppo è indietro sulle azioni da mettere in campo per ridurre l’inquinamento atmosferico, ma va presa di petto con una chiara visione di obiettivi da raggiungere, tempistiche ben definite e interventi necessari, a partire dalla mobilità sostenibile”.

 


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