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04 ottobre 2022

Treviso

Allarme alte temperature nei luoghi di lavoro: "Se necessario sospendere il lavoro"

La Fiom Cgil di Treviso ha diffuso una nota ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sul territorio 

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Allarme alte temperature nei luoghi di lavoro:

TREVISO - Quando si determina la situazione di alta temperatura associata a umidità elevata e alla mancanza di ventilazione, come in questi giorni, può provocarsi un possibile danno alla salute fisica e psichica dei lavoratori. Questo rischio deve essere valutato dall'azienda nel DVR (Documento Valutazione dei Rischi), secondo le modalità e l'organizzazione del lavoro e gli orari e l'ambiente lavorativo, tenendo conto dell’esistenza o meno di efficienti impianti di ventilazione e condizionamento. Una valutazione questa che deve coinvolgere direttamente i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), anche per individuare possibili interventi correttivi al rischio. Sulla scia della Fiom Cgil nazionale e dell’Ufficio SAS (Salute Ambiente e Sicurezza), la categoria dei metalmeccanici trevigiani ha diffuso una nota ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza sul territorio.  

“Se le aziende fossero indisponibili al confronto e se il rischio calore fosse elevato - spiega il segretario generale della Fiom Cgil di Treviso Enrico Botter - i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza infatti, possono chiedere ai lavoratori di astenersi dall’attività come previsto dall’art. 44 del Dlgs 81/08. Un allontanamento dal posto di lavoro che non deve essere inteso come sciopero ma semplicemente come azione a tutela della salute dei lavoratori”. 

“Se il calore venisse percepito come eccessivamente elevato dai rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e dai lavoratori deve essere immediatamente affrontata la situazione anche con azioni straordinarie - aggiunge Botter - oltre gli interventi strutturali necessari, quale la predisposizioni di sale ventilate e rinfrescate vicino alle postazioni lavorative, l’organizzazione di pause aggiuntive a quelle contrattate, la fornitura illimitata di acqua fresca a ciascun lavoratore, la distribuzione di sali minerali, fino allo spostamento dei turni nelle ore meno calde. Per affrontare il rischio delle alte temperature non si devono considerare solo le condizioni ambientali ma si devono sempre aver presenti anche le temperature prodotte dalle macchine, dagli indumenti indossati, e la temperatura percepita da ciascun lavoratore, tenuto conto delle diverse condizioni fisiche e di lavoro”.  

 


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