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07 dicembre 2022

Montebelluna

All’asta abiti e opere d’arte della contessa Volpi per restaurare la Villa di Maser

Mercoledì 5 ottobre a Milano saranno battuti diversi oggetti appartenuti alla madre di Diamante

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Villa di Maser

MASER - Vittorio Dalle Ore, proprietario della Villa di Maser, ha deciso di mettere all’asta alcuni oggetti appartenuti alla suocera Marina Volpi di Misurata (nella foto sotto). Una scelta probabilmente non facile ma necessaria, per garantire il recupero e la tutela dell’antica dimora tesoro dell’architettura palladiana nonché patrimonio dell’umanità dichiarato dall’Unesco.

Passando in rassegna gli oggetti che mercoledì 5 ottobre saranno battuti dalla casa d’aste milanese Cambi, si ha la sensazione di fare un tuffo nel passato, tra eleganti abiti firmati e oggetti d’arte appartenuti ad una famiglia che è entrata a far parte della storia italiana. Una passato ricco di sfarzi che per chi ha conosciuto Diamante Luling Buschetti (figlia di Marina) sembra lontanissimo.

Diamante, ultima appartenente della dinastia, era infatti poco incline ai fasti. Dedita più alla comunità di Maser (fu a lungo presidente della scuola materna) Diamante era un'intellettuale e aveva poco in comune con il poliedrico nonno Giuseppe Volpi: ideatore di Porto Marghera, della Mostra del cinema nonché ministro delle Finanze di Mussolini e nel 1945 finanziatore della Resistenza, fu lui che nel 1934 acquistò la Villa palladiana per farne dono alla figlia Marina.

Ed è proprio Villa Barbaro, il filo che lega i membri di questa famiglia, da Giuseppe Volpi alla figlia Marina e successivamente Diamante: tutti amarono questa dimora. Un attaccamento di cui Vittorio Dalle Ore, che ha ereditato la Villa dalla moglie, sembra essere il degno successore in virtù del suo impegno constate nel preservare e promuovere questo tesoro inestimabile progettato dall’architetto Andrea Palladio impreziosito al suo interno, dagli affreschi di Paolo Veronese.

È interessante leggere nella presentazione dell’asta l’evoluzione della Villa, ad opera della madre di Diamante: “Marina Volpi trovò la villa negli interni molto diversa da quella che vediamo oggi, alterata e appesantita da una decorazione ottocentesca che rivestiva tutte le sale celando in parte gli affreschi di Paolo Veronese e affidò l’incarico di un radicale restauro e ammodernamento all’amico architetto Tomaso Buzzi. Con l’apporto del celebre restauratore Ottorino Nonfarmale la crociera affrescata da Veronese ritrovò i colori originali del Cinquecento e i proprietari permisero sempre ai visitatori di accedervi. Nelle due ali che danno sul Ninfeo trovarono posto gli appartamenti di Marina e del marito Enrico Luling Buschetti.

Al piano terra delle due barchesse Buzzi arredò le stanze di rappresentanza, quelle private e la foresteria dove gli ospiti potevano alloggiare. Progettò arredi e tessuti di grande fantasia ispirati ai temi delle volute degli affreschi e, sottostando ai desideri di Marina Volpi, inventò nuove forme di oggetti pensati per ogni ambiente. Per il giardino l’architetto eliminò buona parte degli interventi ottocenteschi ripristinando l’antico ordinamento cinquecentesco e disegnando ad hoc arredi da esterno, voliere e persino vasi in terracotta con le iniziali della proprietaria. La villa conobbe illustri ospiti e sotto gli affreschi del Veronese furono allestite cene memorabili con grandiosi centrotavola sempre diversi, in vetro di Murano, in ceramica di Bassano o con pezzi di antiquariato e apparecchiate con importanti servizi in porcellana e argento.

Marina Volpi fu grande viaggiatrice e la villa si è arricchita negli anni di collezioni di oggetti anche esotici acquistati con grande passione. Un amico speciale fu Paolo Venini che oltre ad aver eseguito per Buzzi molte delle lampade di casa regalò alcune tra le più belle creazioni della sua fornace. Marina era considerata una delle donne più eleganti dell’epoca e gli armadi conservano ancora parte dei suoi abiti e accessori firmati dei più grandi couturier dell'epoca come Hermes, Roberta di Camerino e le Sorelle Giunta di Milano. Nel dopoguerra la villa si rimoderna con le nuove lampade disegnate da Caccia Dominioni e Gardella per Azucena di Milano, complice l’amicizia della famiglia con l’architetto Corrado Corradi Dell’Acqua. Marina Volpi commissiona a Piero Fornasetti oggetti curiosi pervasi dall’immagine dell’antico e di Palladio”.

Ma ecco alcuni dei preziosi oggetti che saranno battuti mercoledì: “I lotti in asta non rappresentano quindi soltanto un’importante collezione, ma raccontano la storia della Villa e della famiglia che l’ha abitata durante il XX secolo. Accanto a pezzi unici come la terracotta Tragedia Greca di Arturo Marini (stima: 25.000 – 30.000 €), troviamo infatti un Abito lungo con strascico realizzato con tecnica del merletto irlandese per le nozze di Nerina Pisani con Giuseppe Volpi di Misurata nel 1906, successivamente indossato dalla figlia Marina Volpi per i suoi 50 anni nel 1958 (stima: 2.500 - 3.000 €) e la Scatola lastronata in lapislazzuli con decoro di pesci a smalti policromi di Alfredo Ravasco, la quale presenta al suo interno una dedica per i venticinque anni di matrimonio tra Nerina Pisani e Giuseppe Volpi di Misurata festeggiati nel 1931 (stima: 60.000 - 80.000 €)”.

Tanti oggetti preziosi che si possono ammirare fino a domani a Milano, presso la sede della Casa D'Aste Cambi in via San Marco 22, dalle 10 alle 19. L'asta avrà poi luogo nella stessa sede il 5 ottobre ma sarà possibile seguire l’evento anche diretta streaming e partecipare all’asta, acquistando in tempo reale come se si fosse in sala, andando sul sito www.cambiaste.com della casa d’aste milanese.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttrice responsabile

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