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28 novembre 2021

Treviso

Alcol, aumenta il consumo tra i giovani

Il presidente del Ceis di Treviso scrive ai sindaci della Marca:"La pandemia aumenterà il rischio di dipendenza tra i giovani, non sottovalutiamo i loro bisogni"

| Isabella Loschi |

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alcol e giovani

TREVISO - Qualcuno poteva pensare che il lockdown e il distanziamento fermassero il consumo di sostanze stupefacenti. Ma così non è stato. Anche il mercato delle droghe si è evoluto sul web. Secondo il rapporto della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche le persone assistite nel 2020, primo anno di pandemia, sono in linea con quelle degli anni precedenti, anche se solo una piccola parte di chi ha bisogno chiede aiuto.

“Ci sono però dati allarmanti”, sottolinea il Ceis di Treviso, cooperativa che gestisce, da oltre quarant’anni, le più importanti strutture terapeutiche accreditate del territorio per chi affronta una dipendenza da sostanze “come, ad esempio, un aumento notevole di giovani tra i 18 e i 39 anni che arrivano ai servizi per le dipendenze, avendo trovato nell’alcool la prima sostanza capace di creare dipendenza. In molti casi si tratta di poli assuntori, segno che il principio di dipendenza comincia con una sostanza legale e facile da trovare”.

“L’alcool è una sostanza legale rispetto alla quale – dichiara il presidente del Ceis, Luca Sartorato - anche dalle ricerche che abbiamo condotto negli anni scorsi nelle scuole secondarie della provincia, emerge una totale ignoranza tra i giovani circa gli effetti nocivi del consumo”.

In occasione della Giornata Internazionale contro l'abuso e il traffico di stupefacenti che si celebra il 26 giugno, il presidente del Ceis di Treviso ha scritto una lettera ai sindaci della Marca Treviso per condividere una riflessione sul tema delle dipendenze maturata grazie al lavoro sul campo. “Assieme all’Ulss i sindaci sono per noi gli interlocutori più importanti, perché le nostre non possono essere strutture chiuse. La comunità locale ha una funzione anche riabilitativa e riceviamo molto dal territorio, allo stesso tempo vogliamo restituire mettendo a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza per le politiche di prevenzione”.

Proprio nei confronti delle politiche per i giovani è rivolto l’appello più accorato, frutto anche dell’esperienza GEA (Genitori Efficaci in Adolescenza) coordinata dall’Ulss 2, grazie alla quale gli operatori del Ceis e di altre strutture si sono messi a disposizione delle famiglie dei ragazzi di molte scuole superiori per confrontarsi con le criticità educative dettate anche dalla pandemia.

“In tanti anni al servizio con persone che hanno affrontato una o più dipendenze possiamo dire che la dipendenza è la risposta ad un bisogno emotivo non espresso. La pandemia sta facendo aumentare i bisogni tra i giovani e ha sottratto in maniera pensante i reali spazi di comunicazione per esprimerli. Il rischio di un’onda lunga sulle generazioni più giovani è concreto, i segnali di criticità non vanno sottovalutati. Per questo crediamo moltissimo nel ruolo dei sindaci, ma allo stesso tempo sappiamo che solo le azioni di rete sono efficaci quando si tratta di prevenzione. Noi vogliamo fare la nostra parte”.

 


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