18 maggio 2021

Treviso

Al professor Ernesto Brunetta il "Totila d'oro" della Città di Treviso

La civica benemerenza sarà consegnata il 2 dicembre a Palazzo Rinaldi. Meritato riconoscimento ai meriti in ambito storico, scolastico e politico

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Al professor Ernesto Brunetta il

TREVISO - Il “Totila d’oro” è una delle tre civiche benemerenze che la Giunta di Treviso attribuisce a trevigiani che “con opere concrete nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, dello sport, con iniziative di carattere sociale abbiano in qualsiasi modo giovato a Treviso, rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù”.

Il 2 dicembre il “Totila” sarà consegnato, nella Sala Affreschi di Palazzo Rinaldi (anche se in forma privata, per le norme anti Covid) al prof. Ernesto Brunetta, che senza ombra di dubbio - come recita il Regolamento per la concessione della benemerenza – ha servito “con disinteressata dedizione le singole istituzioni”: generosità, rispetto delle opinioni, passione civica. Come storico autorevole. Come stimato educatore (professore di Filosofia e Storia per venti anni e per altrettanti preside nei principali licei della città, ma non solo: “Da Vinci” “Duca degli Abruzzi” “Canova”). Come saggio amministratore della città capoluogo (vicesindaco, assessore, consigliere comunale). Proverbiale l’ironia sottile del professore che fa sempre il paio con un sano realismo. Capace di sdrammatizzare con una battuta brillante.

Contento di ricevere la prestigiosa benemerenza?

Una grande soddisfazione,certamente. Credo mi sia stata assegnata per la mia opera di storico.

Non solo per quello professore…

Nutro da sempre un grande amore per questa città

Città della quale ha ricostruito la storia, in quattro volumi editi da Marsilio, nel 1996

Un lavoro impegnativo, al quale hanno messo mano ventitré studiosi. E anche mia moglie

Sua moglie?

Le foto sono di Gabriella Guerra. Che è mia moglie. Una appassionata fotografa.

Quanto è appassionante la storia locale?

Tanto quanto difficile. Perché bisogna inserire eventi e personaggi nel quadro complessivo. E quindi bisogna conoscere la Storia generale.

Che però si studia poco

E non si insegna come si dovrebbe. La Storia non è cronaca, narrazione. Il presupposto per conoscerla è il lungo periodo e la “visione”.

Non una memorizzazione di date quindi

A cosa serve ricordare giorno e anno della battaglia di Austerlitz – faccio un esempio – se non abbiamo capito cosa muoveva Napoleone? Bisogna andare a fondo. Anche quando trattiamo di fatti storici locali: vogliamo parlare del 1921 in Italia? E cosa succedeva all’epoca in Europa e nel mondo? La cornice è imprescindibile.

E questo nella scuola oggi non si fa?

Generalmente no. Ma io la scuola oggi la vedo abbastanza male

In che senso?

Ma non si può dare 10 a tutti. Sarò un vecchio passatista ma io, in tutta la mia carriera l’ho dato una volta sola dieci. Al massimo 8. Perché bisogna stimolare sempre a fare di più e meglio.

E lei di dieci ne ha presi?

Due alle medie e due alla maturità classica, nel ‘53

Una scuola che è diventata sempre più facile con il trascorrere del tempo?

L’errore del ’68 è stato quello di aver posto tutti alla pari. La scuola invece deve essere quell’ ascensore sociale che permetteva un tempo a chi aveva talento ma non soldi di potersi realizzare e avere successo. Invece oggi chi dotato non è ma economicamente sta bene può prendersi un diploma magari in un istituto all’estero.

Scelte pedagogiche sbagliate?

Gli insegnanti devono preparare a sapere. E pretendere.

Invece?

Invece molti presidi e professori si sono arresi a tutta questa pedagogia e a tutta questa psicologia nella aule….

 


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Roberto Grigoletto

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