26 settembre 2021

Treviso

Al via dopodomani le assunzioni in ruolo degli insegnanti. Poi toccherà ai supplenti

112.000 i posti da assegnare ma copriranno la metà delle cattedre vacanti. Auci (Snals): "Organici del personale della scuola gestiti come uno sportello bancomat".

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Aula scolastica con insegnante e allievi

TREVISO - Centododicimila. Tanti sono i posti messi a ruolo per il prossimo anno scolastico 2021-22. Tanti, a prima vista. In realtà sono la metà all’incirca delle cattedre effettivamente vacanti. “Dal punto di vista legislativo non è stata mai fatta una norma per risolvere definitivamente il problema della selezione del personale della scuola che, visti i numeri di persone che coinvolge (oltre un milione di persone), non può essere frutto di annuali improvvisazioni e sanatorie” - lamenta Salvatore Auci (Snals Treviso).

Intanto dopodomani 21 luglio partiranno le operazioni di immissioni in ruolo dei docenti. Per quella data, infatti, è prevista da parte del Mef (il ministero dell’Economia e delle Finanze) l'assegnazione all'ufficio scolastico regionale del Veneto del contingente dei posti da ripartire tra le sette province.

Per la metà della settimana prossima pertanto l’ ufficio scolastico di Treviso, potrebbe già procedere con le convocazioni, per le quali si attingerà da graduatorie di merito e da GaE (graduatorie a esaurimento). Il tempo a disposizione non è tanto, considerato il cronoprogramma del ministero dell'Istruzione , secondo il quale si dovrebbe chiudere la “partita assunzioni in ruolo" per fine mese o al massimo nei primi giorni di agosto. Per poi completare, entro fine agosto le assunzioni a tempo determinato. Questo almeno l’obiettivo dichiarato del decreto Sostegni Bis. Ma per il segretario provinciale dello Snals di Treviso “anche questa volta dobbiamo registrare la mancanza di una seria programmazione da parte della dirigenza politica del nostro Paese che, non solo non ha saputo organizzare per tempo (in tutti questi anni, prima ancora della pandemia da covid-19) la selezione del personale, ma continua a gestire gli organici del personale della scuola come uno sportello bancomat, stornando risorse in altri comparti, dimostrando di non avere una visione chiara del futuro della scuola”.

Ancora qualche giorno in ogni caso per scoprire quale sarà il contingente dei posti destinati ai ruoli del personale docente per la provincia di Treviso, “sapendo già che saranno insufficienti a coprire tutti quelli vacanti e che a settembre l'anno scolastico 2021-22 inizierà con i soliti problemi: cattedre libere assegnate annualmente ad alcune migliaia di docenti precari” - ribadisce Auci. Che chiude con una staffilata al mondo politico: “Il precariato nella scuola non avrà mai fine. Conviene alla politica! In questo modo sulla pelle dei precari si risparmiano molti soldi da utilizzare in altri settori”.

 


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Roberto Grigoletto

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