12 aprile 2021

Castelfranco

Ad Asolo in due soli giorni i casi positivi sono saliti da 18 a 36

Il sindaco: "La variante inglese, che ha colpito il nostro territorio, è purtroppo molto contagiosa"

| Maria Elena Tonin |

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Piazza di Asolo e covid

ASOLO - Un giro ad Asolo, la domenica mattina è d'obbligo, anche se, assicura il sindaco Mauro Migliorini, "è solo frutto di un'abitudine e non una necessità di monitoraggio Non bastano certo due carabinieri o un vigile a controllare il territorio", in quella che si annucia una bella domenica di sole. In piazza Brugnoli, anche una volante dei carabinieri, ma, a dir la verità, la città della Duse e Browning, si merita un 6 risicato. Fino a mezzogiorno, non moltissima gente, tra cui molti ciclisti, nervo scoperto di Asolo, e presidi individuali indossati finchè si cammina, per poi essere abbandonati, nel momento di relax al bar o quando si fanno le due chiacchiere canoniche sotto la Fontana Maggiore. Peccato che mascherine che non vengono più riposizionate, nemmeno a consumazione finita.



Ieri Migliorini aveva dato "i numeri" di una situazione che sembra essere più pesante nell'asolano che in altre parti della provincia, complice la variante inglese: in due soli giorni, i casi positivi sono saliti a 36 dai 18 di 3 giorni fa, con alcuni asolani ricoverati, ed è aumentato in modo altrettanto esponenziale, il numero delle persone in isolamento, passate da 42 a 78, con 4 classi scolastiche a casa.



"La variante inglese, che ha colpito il  nostro territorio, è purtroppo molto contagiosa" sottolinea il sindaco "ad essere colpiti sono anche molti giovani. L'unica soluzione è probabilmente il vaccino: speriamo che la gente lo faccia, quando sarà possibile."





Nel frattempo non mancano i malumori e qualche timido accenno di richiesta al primo cittadino di intervenire in modo più fattivo per far rispettare le regole, oltre a qualche segnalazione sui social subito cancellata, forse per paura di qualche ritorsione.



"Noi oggi pomeriggio chiudiamo" ci dicono da un negozio del centro storico "siamo sequestrati dai giovani e dai ciclisti, che però non danno poi un ritorno economico alle attività, ad esclulsione dei bar. Ma Asolo, non è solo ristorazione. Il nostro target di clientela ha abbandonato la città, almeno nei fine settimana. Sono discorsi che facciamo da mesi, ormai: abbiamo dato i plateatici ai bar, senza che diminuissero i tavoli, e alla fine, noi che non lavoriamo, perchè la gente non viene in un centro storico che ha perso le proprie peculiatità, siamo costretti a chiudere. Noi paghiamo il 22% di Iva allo stato e come collettività, la resposabilità degli ospedali. I locali, pagano molto meno e non si curano della sicurezza di tutti. Siamo onestamente preoccupati per i prossimi mesi, alla vigilia di una stagione turistica che potrebbe portare un pò di respiro per tutti."


 


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Maria Elena Tonin

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