16 maggio 2021

Castelfranco

Acquisto di un immobile per l'archivio comunale, Sartoretto: «Voglio vedere la documentazione»

L'acquisto di un immobile, già proprietà della Popolare di Vicenza, fa insorgere il gruppo Castelfranco Merita, che accusa il sindaco di danno erariale. Marcon: «Prima non avevamo i fondi».

| Leonardo Sernagiotto |

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Edificio in via dell'Industria, già proprietà di BPV

CASTELFRANCO - Immobili che vanno, immobili che arrivano, polemiche che restano. In sede di Consiglio comunale, il patrimonio edilizio di Castelfranco è stato al centro dello scontro tra la giunta e le opposizioni. Se riguardo l’alienazione di Casa Caon abbiamo già parlato qui, anche i piani di acquisizione hanno suscitato le proteste della minoranza, soprattutto di Castelfranco Merita.

Il riferimento è all’acquisto, da parte del Comune, di un immobile posto in viale dell’Industria e già proprietà della Banca Popolare di Vicenza. Dopo il fallimento di quest’ultima, era emersa la possibilità dell’acquisizione dell’edificio, particolarmente appetibile in quanto molto ampio (1.600 metri quadrati) e già dotato di montacarichi e armadi compattatori, ideale dunque per ospitare la documentazione dell’archivio comunale, ad oggi distribuita in diverse sedi, alcune delle quali temporanee.

Il Partito democratico aveva più volte, anche nella scorsa amministrazione, suggerito l’acquisto dell’immobile, che tuttavia è stato comprato da un privato per una somma di 300mila euro (il prezzo di partenza era di circa 700mila euro), il quale ora vuole venderlo: le opzioni sono il pagamento di una somma di 400mila euro oppure la permuta con un lotto di terreno vicino alla Guardia di Finanza, da effettuare solo dopo la stima dell’Agenzia del Demanio.

«È gravissima questa permuta» tuona Sebastiano Sartoretto, che attacca frontalmente il sindaco e la sua giunta. «Con l’ignavia e l’inerzia avete lasciato che un privato acquistasse quell’edificio, salvo poi comprarlo da lui, che naturalmente cercherà di fare i propri interessi. Abbiamo più volte sollecitato negli anni scorso l’acquisizione del bene: ora chiederò che non ci sia danno erariale» conclude Sartoretto.

In risposta alle critiche, il sindaco Stefano Marcon ricostruisce la vicenda: «Per concretizzare l’acquisito ci sono voluti 10 anni. Quando si doveva essere pronti con la dotazione di bilancio, noi purtroppo non lo eravamo. Le trattative infatti non aspettano infatti i tempi della pubblica amministrazione. Tuttavia, non è sicuramente nelle nostre corde sperperare denaro pubblico». Insoddisfatto delle precisazioni del primo cittadino, Sartoretto richiede la corrispondenza tra Comune e la società che gestiva i beni della Banca Popolare di Vicenza, per capire i vari passaggi di questa vicenda.

 



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Leonardo Sernagiotto

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