20 giugno 2021

Mogliano

Achille Zorzi, il ristoratore moglianese: "Ho manifestato a Roma pacificamente"

Il titolare della trattoria moglianese “Da Bimbari” ci racconta la sua esperienza

| Manuel Trevisan |

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Achille Zorzi, il titolare della trattoria moglianese

MOGLIANO VENETO – Durante l’ultima conferenza stampa, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dato la notizia che i tantissimi ristoratori protagonisti delle recenti manifestazioni capitoline aspettavano: dal 26 aprile, con il ripristino della zona gialla, i ristoranti riapriranno.

L’ultimo anno per i ristoratori, infatti, è stato estremamente difficoltoso – a tratti drammatico. Le chiusure a singhiozzo e le restrizioni varie hanno costretto gli stessi a reinventarsi più volte e, talvolta, a tenere chiuso per lunghi periodi di tempo.

Anche Mogliano Veneto era presente a Roma per far sentire la propria voce: Achille Zorzi, partendo dalla sua trattoria “Da Bimbari” – una delle più antiche moglianesi - è arrivato direttamente al Circo Massimo.

Sei l’unico ristoratore moglianese che è partito alla volta di Roma, cosa ti ha spinto?

Ho sentito il bisogno di dare il mio contributo per chiedere la tanto agognata riapertura. Nel corso dell’ultimo anno mi sono iscritto all’associazione Tutela Nazionale Imprese e sono partito con loro martedì scorso per manifestare.

Come è andata la manifestazione?

È stata una manifestazione volutamente pacifica; il Presidente dell’Associazione ce lo aveva raccomandato più volte. Quando siamo arrivati al Circo Massimo dovevamo proseguire verso il Quirinale, ma siccome non ce lo hanno permesso abbiamo occupato l’autostrada Orte. Volevamo far sentire la nostra presenza. Quello che mi ha colpito di più è che non c’era neanche un esponente politico.

Cosa chiedete al Governo?

Prima di tutto chiediamo di farci riaprire e darci certezze per il futuro, perché siamo pronti per farlo in sicurezza. Lo chiediamo anche perché c’è gente che sta male, è disperata e ha urgenza di lavorare. Ho visto tanta disperazione quella giornata tra i manifestanti.

Come hai vissuto l’ultimo anno?

È stato un anno estremamente difficile. Dal punto di vista economico in primis, sia perché abbiamo investito molti soldi in materiale che garantisse il rispetto della normativa anti-covid, sia perché non avendo fatto asporto non abbiamo potuto lavorare per lunghi periodi. Inoltre per noi è una gioia lavorare per i nostri clienti, con molti abbiamo un rapporto amicale.

 


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