26 ottobre 2021

Cultura

8 MARZO – Art Must Be Beautiful, Artist Must Be Beautiful

Marina Abramović con la Body Art rompe le barriere sociali e di costume verso l’uguaglianza di genere

| Manuel Trevisan |

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| Manuel Trevisan |

Marina Abramović - Art Must Be Beautiful

FOTO - fonte: artispresent.it
 

GIORNATA DELLA DONNA – “Quando io ho iniziato, nel mondo dell’arte c’erano solo uomini intorno a me, ma non mi sono mai sentita né mostrata debole. Le donne possono scegliere l’uguaglianza”.

È Marina Abramović a pronunciare questa frase. Parole che fanno molto effetto, soprattutto se si pensa che l’inizio della carriera dell’artista serba risale a oltre cinquant'anni fa e che la disuguaglianza e la differenza di genere sono, purtroppo, ancora oggi argomento all’ordine del giorno.

Se si fa un tuffo indietro nel tempo e si ripercorre la storia dell’arte, effettivamente, di esempi di donne artiste se ne trovano ben pochi. Bisognerà attendere gli anni Sessanta, momento che coincide con l’avanzare di movimenti femministi, perché le donne conquistino un ruolo notevole nel mondo dell’arte.

E lo fanno in modo prorompente, utilizzando il proprio corpo nella sua interezza: carne, alito, sangue, liquidi, ferite, grida. Si parla di Body Art, ed è un momento artistico in cui il corpo diviene una scelta, proprietà esclusiva dell’artista.

Ne è un esempio l’incredibile performance del 1975 di Marina Abramović “Art Must Be Beautiful”, in cui l’artista inizia a pettinarsi in modo isterico con un pettine dai denti di metallo. Un isterismo causato dalle tante aspettative che la società riserva alle donne, dalle minori opportunità che le stesse hanno, dai comportamenti di violenza nei loro confronti (e la lista potrebbe essere molto lunga). Un’azione che la Abramović porta avanti per circa un’ora, pronunciando ripetutamente la frase “Art Must Be Beautiful”. Il pettine in metallo che provoca grande dolore fisico all’artista e la frase ripetuta continuamente mettono in evidenza tutta la violenza che la società riserva alle donne, dalle quali pretende la bellezza, rimarcando così la disparità di genere e di aspettative sociali.

L’arte si fa ancora una volta riflettore di un tema di attualità che urge raccontare, diventa un invito a non voltare lo sguardo dall’altra parte ma a prendere consapevolezza delle ingiustizie che, purtroppo, ancora affliggono i giorni nostri.

Buona Giornata della Donna a tutte e a tutti.

 


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Manuel Trevisan

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