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27 gennaio 2022

Treviso

17ENNE PESTATO PER AVER GETTATO UN VOLANTINO DELL'ESTREMA DESTRA

L'aggressore, uno skinhead, già indentificato e denunciato

| Mauro Favaro |

| Mauro Favaro |

17ENNE PESTATO PER AVER GETTATO UN VOLANTINO DELL'ESTREMA DESTRA

TREVISO – E’ già stato individuato l’aggressore che venerdì sera, attorno alle 18.30, davanti alla fermata dell’autobus di piazza Vittoria ha preso a calci e pugni N.A., 17enne di Santa Maria del Rovere al quarto anno del liceo scientifico “Da Vinci”, appartenente alla Rete degli studenti.

Dopo la denuncia del ragazzo, che aveva subito raggiunto gli uomini della questura in piazza Indipendenza, dove la Reds stava tenendo un sit-in dedicato all’evento “M’illumino di meno”, alle forze dell’ordine è bastata appena una mezzora per rintracciare in piazza Pola un trentenne, pregiudicato, ultrà del Treviso calcio, già allontanato dagli stadi con un Daspo e vicino al mondo dell’ultradestra, sulla cui testa adesso pende l’accusa di lesioni aggravate dalla discriminazione ideologica.

Un’azione rapidissima, resa possibile anche dallo studente che sporgendo la querela, assieme ai genitori, ha subito riconosciuto chi l’aveva presa a calci e pugni in alcune foto sottopostegli in questura. “E’ bastato ricostruire quanto era accaduto”, racconta adesso il ragazzo.

Ma, appunto, cosa è realmente accaduto per scatenare tanta violenza? “Ero in centro per il flash mob organizzato in piazza Indipendenza e poi mi sono spostato in piazza Vittoria per accompagnare una ragazza che doveva prendere l’autobus per tornare a casa – ricorda N.A., da circa un anno attivo all’interno del movimento studentesco – qui ho visto un adesivo di Lotta studentesca già mezzo staccato da un palo e l’ho tolto per leggerlo, poi l’ho gettato perché non mi interessava”.

E a quanto pare è stato questo il gesto che ha fatto andare su tutte le furie lo skinhead. “Mi è subito arrivata una spinta da dietro e poi ho sentito una voce che mi chiedeva se mi piaceva strappare i volantini – continua – quando mi sono girato mi ha dato un pugno in faccia e poi, mentre cercavo di andare via, mi ha preso a calci per qualche metro”. A quel punto il 30enne ha smesso, richiamato da una ragazza che a quanto pare l’ha invitato a lasciar perdere. Ma ormai le cose erano fatte.

Una volta tornato assieme agli altri in piazza Indipendenza, infatti, N.A. ha raccontato alla Polizia quanto accaduto e poi con un’ambulanza è stato portato al pronto soccorso del Ca’ Foncello per curare le ferite. “Mi hanno dato qualche punto sopra l’occhio, fatto una Tac e tenuto in osservazione sino all’una di notte – spiega lo studente – oltre a controllare i lividi sulle gambe”. E per fortuna non ci sono state conseguenza più gravi.

Dal canto loro Forza Nuova e Lotta studentesca, a cui apparteneva l’adesivo incriminato, hanno subito preso le distanze dall’aggressore e condannato quanto accaduto. Acqua sul fuoco gettata anche dalla Rete degli studenti. “Non abbiamo mai accusato nessun gruppo – chiariscono – ma è inaccettabile che qualcuno a cui non è piaciuto qualcosa si faccia giustizia con una violenza del genere”. E su questo, almeno, sembrano tutti d’accordo.

Intanto per il 17enne finito all'ospedale è arrivato praticamente da tutte le forze politiche di centrosinistra, a cui si è aggiunta l'Anpi, un fiume di solidarietà. A partire dal Pd. “L’atto di violenza va condannato con fermezza, tanto più quando è determinato da motivazioni ideologiche – afferma Simonetta Rubinato – per questo esprimo solidarietà alla giovanissima vittima dell’aggressione brutale da parte di un trentenne appartenente a movimenti che si ispirano agli ideali nazifascisti”.

Rincara la dose la Federazione giovanile dei comunisti italiani di Treviso. “Da sempre ci battiamo per la difesa dei principi democratici e antifascisti – scrivono – siamo stanchi dei continui attacchi violenti a opera di militanti riconducibili a movimenti e ai partiti dell’estrema destra neofascista”.

E sulla stessa linea c’è pure Rifondazione comunista. “Siamo vicini allo studente aggredito – afferma il segretario provinciale, Enrico Baldin – purtroppo non è la prima volta e il centro di Treviso è diventato un luogo in cui i ragazzi dei partiti e delle organizzazioni di sinistra non si sentono sicuri: riteniamo indispensabile che venga tolta l'agibilità politica a tutte quelle organizzazioni che non condannano periodi storici come il fascismo e il nazismo”.

 


| modificato il:

Mauro Favaro

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