09 agosto 2020

Castelfranco

“Zaia dimentica l’ospedale di Castelfranco dopo averlo già definito un cadavere eccellente”

Il Comitato Difendiamo il nostro ospedale critica la scelta di escludere Castelfranco dai nosocomi Covid

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Zaia davanti all'ospedale di Castelfranco

CASTELFRANCO – La dura reprimenda delle minoranze di Castelfranco alla scelta regionale di escludere l’ospedale cittadino dal piano per le emergenze epidemiche continua a destare reazioni. Se da un canto l’Ulss 2 ha viceversa difeso la decisione di fare di Castelfranco un “Covid-free” viceversa il comitato popolare “Difendiamo il nostro ospedale” è persuaso che questo sia il segnale di una volontà precisa che non lascia presagire nulla di buono.

“Poiché non c'è mai fine al peggio, la giunta pensa bene di adottare una delibera con la quale fissa i posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva necessari a fronteggiare emergenze epidemiche ed eventuali seconde ondate di Covid 19. Ma si dimentica completamente di Castelfranco! Proprio così. L'ospedale San Giacomo non è neanche nominato nel documento che cita soltanto gli 8 posti di terapia intensiva dello Iov, l'istituto oncologico padovano che ha a Castelfranco una sede distaccata. Insomma, nessuna dotazione aggiuntiva per l'ospedale generalista che non compare nemmeno nelle tabelle, nonostante - a differenza della parte Iov - abbia curato nella propria area medica numerosi pazienti Covid. E nonostante, vogliamo ricordarlo a chi forse dimentica, le prime tracce di un ospedale in città risalgano a 800 anni fa”.

Le considerazioni del comitato Difendiamo il nostro ospedale, sulla decisione, quindi proseguono: “Del resto, il governatore Zaia aveva lasciato intendere definitivamente nell'ottobre scorso quale fosse la sua considerazione del nostro ospedale e della nostra città: ZERO. Era accaduto quando aveva definito il San Giacomo un "cadavere eccellente" e lo aveva descritto come un relitto abbandonato che andava salvato da qualcuno. Cioè dalla sua Giunta! NIENTE DI PIÙ FALSO. Perché l'ospedale serviva 240 mila utenti medi, vantava reparti ottimi quando non eccellenti e contava su tassi di occupazione nei reparti prossimi al 100%. È stato, invece, proprio e soltanto lo scellerato piano approvato dalla giunta di Luca Zaia con il silenzio assenso dell'amministrazione comunale Marcon a ridurre drasticamente i servizi offerti con tagli devastanti, e contro il volere dei cittadini.

È stata la giunta regionale a sopprimere in pochi mesi i reparti di Chirurgia, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Gastroenterologia, Urologia, Radiologia, Ematologia, Anatomia Patologica, Lungodegenza e una parte della Terapia intensiva. E insieme a queste cancellazioni, è stata sempre la stessa giunta a votare il dimezzamento dei posti letto del San Giacomo, che da 300 sono diventati 150, salvo poi crescere di qualche decina grazie alle proteste di questo gruppo e delle opposizioni in Consiglio comunale. E INTANTO in Veneto qualcuno raccontava che "il futuro è tutto nei grandi centri'. Arrivavano esperti-non-esperti a spiegare alla gente che "non si può pretendere una sanità di prossimità". Che "è giusto recarsi tutti nei capoluoghi". Che il modello del futuro è questo?

È stata poi una pandemia a silenziare le affermazioni di chi, per semplici ragioni politiche, pretendeva di cancellare i servizi territoriali. E così adesso sono tutti paladini del modello tradizionale veneto, delle reti che collegano i centri medio-piccoli ai grandi policlinici. Certo, perché si è visto bene che senza una rete tutto salta, e che la medicina territoriale è indispensabile alla salute dei cittadini. Si è visto cosa può succedere nelle emergenze. Si è capito, forse, quante attenzioni richiede una popolazione sempre più anziana.

Quando lo dicevamo noi - conclude il Comitato -, alcuni (per la verità ben pochi e tutti amministratori locali o consiglieri di maggioranza!) ridevano. E adesso non pretendiamo che ammettano di aver avuto torto. Non lo farebbero mai. Ringraziamo Claudio Beltramello, medico e specialista in igiene e salute pubblica, nonchè consigliere di minoranza in consiglio comunale, per la segnalazione in merito a questa omissione di Castelfranco da parte della Regione. Ma chiediamo a tutti i cittadini, tantissimi, che si sono uniti a noi nella battaglia più lunga e più partecipata nella storia recente di Castelfranco di aiutarci a diffondere questa sequenza continua di pessime scelte politiche. Affinché servano a determinare tutte le responsabilità e a riscrivere da zero una pagina di cattiva amministrazione, la peggiore che abbiamo conosciuto".

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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