26 novembre 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

“Vieni al Pamali, è una figata”

Il Festival è alla sua nona edizione, numeri in costante crescita

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“Vieni al Pamali, è una figata”

CISON DI VALMARINO - Un motivo per andare al Pamali Festival? “Semplice, perché è una figata”. Nonostante l’evento sia giunto ormai alla sua nona edizione, il fondatore Claudio D’Altoè ha ancora l’entusiasmo dei primi tempi. “Qui si può assistere a cose che non si vedono tutti i giorni” rivela, con riferimento alle performance artistiche offerte dalla rassegna e alla selezione musicale che caratterizza il festival. Un momento alternativo, per stare insieme e dar vita ad uno scambio culturale, aperto a tutti, comprese famiglie e bambini, per cui vengono organizzati dei laboratori ad hoc.

 

Il festival, organizzato dall’associazione culturale Pamali Project, con il patrocinio del Comune di Mel, torna anche quest’anno dal 10 al 15 agosto 2018 al Passo San Boldo. 6 giorni di appuntamenti con musica live, performance artistiche, DJ set, laboratori per grandi e bambini, incontri, spettacoli di fuoco e flow art, con uno sguardo attento anche all’arte contemporanea con il percorso espositivo Pamarte “706 Arte in Quota”, e ancora cucina biologica, campeggio, un mercatino e tante sorprese. Il festival animerà la vallata della splendida Valbelluna, in particolare il Passo San Boldo, terra di confine fra la provincia di Treviso e quella di Belluno, passaggio di interesse storico, sportivo e naturalistico.

 

“Il Festival sta crescendo – ammette D’Altoè -, coinvolgendo anche molta gente che viene da oltre confine, come austriaci, tedeschi o spagnoli. Oltre a crescere nell’affluenza, però, stiamo riscontrando una maggior richiesta anche da parte di artisti che vogliono venire ad esibirsi qui”. Tra gli headliner di questa edizione: il concerto, in esclusiva per il Nordest, del collettivo anglo-asiatico degli Asian Dub Foundation, divenuti simbolo della lotta contro il razzismo nei confronti delle comunità orientali sul territorio britannico, con il loro inconfondibile sound, Luca Bassanese con una miscela di musica popolare con ritmi sfrenati e influenze electro- balkan. Da Londra la stravaganza dei Tankus the Henge, e ancora Lehmanns Brothers, la funk band francese del momento, The Admirals, Savana Funk, Shanti Powa, IPERcusSONICI, EBM Earth Beat Movement.

 

Grandi nomi e nuove scoperte musicali (Rio Terà, Ab Origine) che si esibiranno nel village stage. Ritorna inoltre anche quest’anno “Pamarte – 706 Arte in Quota” con opere e installazioni di artisti scelti tra i più significativi dal panorama nazionale e internazionale, che vedrà la presenza di artisti in residenza, che esporranno le loro opere e svilupperanno i loro progetti nei sei giorni del festival. Tra gli artisti presenti, da segnalare l’inglese Flee Jones, Nikki Rifiutile e Bamboolero, con costruzioni ecosostenibili realizzate in bambù a Km 0, pianta infestante il cui utilizzo non crea deforestazione ed è reperibile in quasi tutto il mondo. E ancora Collettivo Caleido (Antonio Pipolo e Nicola Pisanti), con un sistema interattivo di proiezione laser a interagire con la musica del festival e con il contesto naturale della valle. Grande spazio anche alla flow art con le performance di fire-dancer di calibro internazionale che daranno vita al “PAMALI Flow”.

 



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